Trentenne originario di St. Louis, cresciuto in una fattoria fra cavalli
e pistole, folgorato da rock and roll, blues e jazz, folk e bluegrass,
uno sguardo furbo ed intuitivo in uno stile semplice ed affabile. Questo
è Emory Joseph, Labor & Spirits il suo disco d'esordio.
Un passato ad ascoltare dischi all'ombra del music business per inseguire
un sogno. Oggi, un'etichetta indipendente, un lavoro autoprodotto ed una
parata di stelle da far rizzare le antenne ad ogni major. Ma no, non ce
n'è bisogno: Emory Joseph cammina con le proprie gambe e regala una musica
senza tempo, tradizionale e moderna, R&B e soul. Autentica musica delle
radici, roots music dipinta in una cornice incondizionata, lontana anni
luce da marketing e lustrini. Così, con l'aiuto di Kenny Aronoff,
Soozie Tyrell, Levon Helm e Jon Carroll, il cantautore regge
confronti altisonanti e incide un album assolutamente interessante. Labor
& Spirits è un contenitore, un paniere di suoni che attraversano l'America,
dalla Memphis degli ottoni di Carolina Princess alla Lousiana pimpante
di Be Home Baby, dall'Oklahoma di Work To Do (old style,
ritmo di chitarra elettrica, cori, un finale fra blues e gospel) a Sweet
Williams, ballata poco provinciale ma solcata da banjo ed hammond.
Lo swing acustico, molto pianistico e giocherellone di Rhum And Coffee
(dedicata a Guy Clark) si fonde con il seguito romantico e mielato di
The Same. Early In The Morning è una ballata soft e sdolcinata,
ma riflesso oscuro di un amore finito, patetico negli atteggiamenti con
cui ognuno di noi ha dovuto convivere almeno una volta nella vita. E se
pur al primo disco, la sua maturità artistica gli permette di piazzare
con nonchalance, nel bel mezzo di frasi accorate come "Last Night You
Said It's Over" e "I Know You Don't Love Me, But What Can I Do?", uno
spaccato di quotidianità qual'è "Right Now The Dog Want's Out, And The
Cat Wants Back In": strepitoso. Dieci brani sussurrati, gridati e parlati.
Dieci brani genuini, muniti di una ghost track funk-eggiante, incisi fra
New York e Los Angeles per abbracciare appieno una terra fertile di musica,
troppe volte dimenticata dalla nuova generazione. Per fortuna che c'è
Emory Joseph.
(Carlo Lancini)
www.emoryjoseph.com
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