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La voce è poco appariscente, quasi sussurrata, la sezione ritmica
un lieve e costante sottofondo di spazzole, pianoforte e dobro ricamano
con parsimonia e creano una dolce amalgama con la chitarra acustica: White
Sands è una dichiarazione d'intenti fin dal principio, racchiude
l'anima di A Distant Episode, terzo lavoro dei Meanflower,
una band che lavora di sottrazione, porta in cielo la melodia e si concentra
soltanto sulla resa complessiva della canzone. Arrangiamenti di una semplicità
disarmante, ritmi blandi ed un'attenzione per i piccoli dettagli. Dave
(voce solista, chitarre e dobro) e Tom McCormack (piano e accordion),
i due fratelli alla guida di questa giovane formazione della Virginia,
hanno fatto propri gli insegnamenti dei Cowboy Junkies, con cui sembrano
condividere un'idea di folk-rock minimalista (Portland, Postmark
New Mexico, Baltimore), aggiungendovi però un'aria rurale
più spiccata (In, Baby's Off To Sleep) e un tocco
di elettricità a pochi passi dai i Counting Crows degli esordi
(Only Thing I Ever Wished For). Nulla di rivoluzionario sia chiaro,
ma una rilettura certamente molto personale nell'universo Americana in
cui sono stati inseriti, uno scarto rispetto agli schemi consolidati del
genere. La prospettiva si sposta dalle chitarre serrate, dal country ruspante
e dai profumi rock'n'roll delle band provinciali verso la canzone d'autore,
i chiaroscuri di un folk leggermente elettrificato e spesso intriso di
ammalianti atmosfere pop. A Distant Episode affonda cuore e mente nel
rock cantautorale degli anni settanta, ma lo rilegge sotto una luce pacata,
quasi si trattasse di una versione più spicciola e informale di
certe ballate rimesse in vita da Ryan Adams (da sentire Up North).
I delicati intrecci vocali, quel mood rilassato tra acustico ed elettrico,
la presenza insistente dell'accordion di Tom McCormack: tutto riporta
alle verdi colline della Virginia ed orizzonti sconfinati. La produzione
asciutta di Peter Griesar sembra aver fatto tesoro delle intuizioni
di un mago della regia quale T- Bone Burnett: il risultato è un
disco che non si dimentica in fretta
(Fabio Cerbone)
www.meanflower.com
www.planetaryrecords.com
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