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Sembra incredibile che un mix di punk, rock, blues, hillbilly e country
possa funzionare ma è proprio quello che succede nel disco degli Hillstomp,
interessante duo (Henry Kammerer e John Johnson) che sta di casa a Portland
(Oregon) e che costruisce su slide guitar, percussioni ed armonica un
tessuto sonoro fresco e frizzante rivisitando pezzi epocali come Can't
be Satisfied (Muddy Waters) o You Done Told Everybody (Fred
Mcdowell). Non deludono d'altra parte nemmeno i "brani olografi" come
la danza ipnotica e mormorata sottovoce di In the Hole o le grinfie
sanguinanti di Shake it, un border blues con una chitarra da brividi
che volteggia come un corvo su una pianura spruzzata di brina. Niente
male nemmeno il machismo urlante di N.E. Portland 3 A.M., vero
e proprio punk-blues roccioso e insistito o il country più leggero e danzante
in Deep Knee Blues a stemperare le dodici battute in un'atmosfera
agreste, godibile dalla prima all'ultima nota. Nel complesso perciò il
secondo disco degli Hillstomp - avevano esordito con One Word nel 2004
- non spiace affatto ed anzi si fa oltremodo apprezzare per una veste
negletta e povera che esalta la cruda espressività delle composizioni,
scongiurando il pericolo noia e valorizzandone appunto il lato più primitivo
e diretto. Niente fronzoli e poco galateo insomma per un duo "selvatico"
e rozzo al punto giusto, intenzionato a mantenere un approccio minimalista
ma efficace che rivela anche una certa ballabilità dei brani e che ha
l'indubbio merito di evitare filtri o inutili commistioni in fase di produzione.
Quello che forse più colpisce in questo lavoro è quindi il sound, molto
di pancia, di visceri, la voce rauca e rabbiosa e quell'attitudine alcolica
e rancorosa che sembra mescolare assieme la formula Sixteen Horsepower,
onirica e violenta, con soluzioni più elettriche in stile White Stripes,
pur con le dovute differenze e proporzioni. A questo si aggiunga che la
ricchezza di atmosfere, equamente divisa fra lugubri echi di blues rurale
e punk anfetaminico, fra rock sovraeccitato e colorazioni hillbilly non
manca di affascinare e convincere, stimolando anche l'ascoltatore più
distratto a cadere nella rete di riff certamente vincenti, per quanto
non esattamente nuovi, eppure snocciolati in tale, abbondante quantità
da risultare comunque come un fatto di assoluto rilievo. Per concludere,
la forza degli Hillstomp sta tutta nella segreta capacità di mettere d'accordo
puristi ed innovatori, bluesmen incalliti e punkster d'assalto, risultando
credibili ed onesti agli occhi degli uni e degli altri, ed anzi facendo
di questo cocktail la propria arma vincente.
(Matteo Strukul)
www.hillstomp.com
cdbaby.com/cd/hillstomp2
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