Truckstop
Souvenir
Leave
Nothing Behind
[Truckstop
Souvenior 2006]
  
Si
sono incontrati in un locale di Seattle, durante una di quelle serate
che in America sono soliti chiamare open mic: si cercano nuove
voci folk e viene data un'opportunità a tutti di esibirsi. Dennis
James, originario del Texas, aveva appeso la chitarra al chiodo da
dieci anni, mentre Lauryn Shapter (violino e chitarre), nativa
di New York, aveva militato in numerose formazioni old time, ma non aveva
mai composto canzoni proprie. La coppia nella vita è diventata
presto anche un sodalizio artistico, di cui questo Leave Nothing
Behind rappresenta l'esordio discografico. Cinque canzoni a testa
ed un'unica cover, la famosa Ramblin' Man di Dickey betts (Allman
Brothers Band) interpretata secondo i canoni stilistici del duo: acustica,
scarna, decisamente folk. La musica dei Truckstop Souvenir infatti non
usa molti trucchi e non cerca giochi di prestigio, basa quasi tutto il
repertorio sulle sonorità delle chitarre acustiche, del violino,
a volte del mandolino, raramente aggiungendo qualche ospite (la sola Leave
Nothing Behind è resa full band con la batteria di Chris
Leighton e il basso di Chuck Deardorf). Non faccio fatica a
questo punto a trovare somiglianze con i più famosi David Rawlings
e Gillian Welch. Molti in effetti i tratti in comune: non solo il fatto
più scontato dell'accoppiata marito e moglie, ma anche il sound
in bilico tra vecchio country sudista e ballata folk, avvolto in atmosfere
pigre, rilassate, come dimostrano fin dall'apertura di Pretty Woman
(You walk on My Soul), introduzione a cappella e giusto tre pennellate
di chitarra. La conclusiva Memorial Day, con i suoi otto minuti
e passa di sussurri acustici, è in questo senso ancora più
esplicita e ricorda da vicino certi esperimenti della Welch. In Horse
and Rider e Mama's Debt ho ritrovato invece una punta di quello
che oggi molti amano definire country noir (basta porre attanzione anche
le liriche, purtroppo non incluse nel libretto, per accorgersene), nient'altro
che storie di dolore, losers & sinners come nelle antiche ballate
della Carter Family, che i Trucukstop Souvenir devono avere ascoltato
allo sfinimento. L'eco della più pura mountain music risuona infatti
nelle note di My Heart Ain't Yours e Front Porch and You,
interpretate dalla voce gentile della Shapter, e ancora nella bluegrass
oriented The Bootleger's Daughter. Al tirare delle somme i Truckstop
Souvenir imbasticono un lavoro molto rispettoso, sentito, uniforme, ma
anche poco personale e certamente difficile da assorbire in un colpo solo,
per via delle atmosfere un po' monocordi che si sono scelti. Consiglio
di riprovarci con una partecipazione più consistente della band.
(Davide Albini)
www.truckstopsouvenir.com
www.cdbaby.com
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