 |
The
Divorcees
You Ain't Gettin' My Country
[Haysale 2008]

Tredici episodi, tutti originali, che potrebbero uscire dalla penna di
un Dwight Yoakam o di un texano cresciuto a dosi masicce di Bakersfield
sound e di Outlaws, insomma il meglio della country nella sua stagione
d'oro, distillato a dovere. Si tratta invece di quattro ragazzi canadesi
della sconosciuta cittadina di Moncton, New Brunswick, nel freddo Canada,
regione che in realtà abbiamo da tempo imparato ad apprezzare per la sua
vivace scena Americana e tradizionalista. I Divorcees non fanno
eccezione mi pare, anzi si segnalano fra le uscite più vivaci del genere,
anche se andrebbe precisato che questo loro You Ain't Gettin' My
Country è un disco del 2006, pubblicato in patria dalla minuscola
Haysale e soltanto oggi licenziato sul più vasto mercato statunitense.
Forti delle conquiste ottenute sul canale satellitare CMT (versione canadese)
e dei premi ricevuti, tra cui una nominatione agli East Coast Music Award
in qualità di Country Artist Of The Year, la band prova a conquistare
il pubblico americano, notoriamente diffidente verso tutto quello che
non è "nazionale".
A ragion di logica i Divorcees di You Ain't Gettin' My Country dovrebbero
essere accolti con tutti gli onori perchè realizzando un disco di genere
come questo hanno saputo regalare molta più freschezza di tanti act che
si vedono circolare ad Austin e dintorni in questi anni. Il loro suono
ruspante - un honky tonk elettrico e vigoroso che ha i suoi punti di forza
nelle chitarre di Alex Madsen e nella buona voce di Jason Haywood,
principali autori del gruppo - riesce a sposare disimpegno e preparazione
tecnica, una barrom band come si suol dire, che riporta queste canzoni
verso la loro essenza. Country music verace, come dovrebbe sempre essere
intesa: è tradizione, tanto quanto il blues e altri canoni dell'american
music, quindi fiato alle trombe e un giro alla ruota con il primo
singolo Red Heaired, Red Blooded Woman,
la vispa Take, Take, Take, una sfacciata
Hard Luck SOB (che per chi non avesse
intuito sta per "son of a bitch"). A valorizzare il robusto sound dei
Divorcees di aggiungono la steel di Dale Murray, il banjo di Brain Murray,
il piano di Ian Mosher e Rob Crowell, oltre che fiddle e mandolino di
Gordon Stobbe.
Un piatto musicalmente ricco dunque, e lo si può apprezzare nella retrò
Watcha Gonna Do, con un coro femminile
alle spalle, che non dispiacerebbe affatto al nostro amato Dwight Yoakam,
nelle tracce di bluegrass presenti in Boonies
(complice il banjo), nel passo country&western irresistibile di Push
My Buttons e Little White Pills,
nella ballatona di rigore Nearly Fell,
fino alla chiusura di Hit the Road,
la quale certamente prende ispirazione da quelli che gli stessi Divorcees
citano apertamente come loro numi tutelari sul loro sito: gli Higwaymen,
supergruppo della country music formato negli anni '80 da Nelson, Jennings,
Cash e Kristofferson... l'importante insomma è porsi degli obiettivi alti
e farsi ispirare dalle gente giusta.
(Davide Albini)
www.thedivorcees.com
www.haysalerecords.com
|