inserito 01/12/2011

Sarah MacDougall
The Greatest Ones Alive
[
Sarah MacDougall  
2011]



"Some people put their lives in a dream. I put my life inside a song" canta Sarah MacDougall nella prima frase del suo terzo album The Greatest Ones Alive, rivelando un sentimento personale non solo sulla sua vita, ma anche sulla sua musica, sui suoi testi e sulle sue canzoni. E questa passione e onestÓ sono messe in luce con una voce intensa e fragile che dimostra tutta la sua vulnerabilitÓ, evocando sia un senso di freddo, pioggia e inverno, sia un senso d'intimitÓ capace di farti innamorare all'istante. Residente a Toronto (come l'interessante collega Doug Paisley), Sarah Ŕ una folksinger dall'animo sensibile e dal talento naturale che entra di diritto all'interno della nuova generazione folk al femminile (Alela Diane, Laura Veirs, Laura Marling) e che per˛ porta dentro di sÚ una certa malinconia tipica della sua terra d'origine, la Svezia, riconducibile a cantautrici come Stina Nordenstam e Ane Brun.

The Greatest Ones Alive Ŕ un bellissimo "piccolo" (purtroppo solo 37 minuti) album che diventa familiare solo dopo diversi ascolti. Sarah aveva giÓ destato una buona impressione di critica con il suo precedente album Across The Atlantic del 2009 e con la sua recente tourneÚ europea (compresa l'Italia) in compagnia di Betty Soo, Gordie Tentrees (presente nell'album, si veda anche il video qui dis eguito) e Greg Trooper. Prodotta a Vancouver, con l'aiuto del polistrumentista Matt Rogers e dell'esperto Bob Hamilton, la raccolta vede la partecipazione degli amici di sempre, il bravo Tim Tweedale (una presenza costante con il suo infallibile tocco alla slide, pedal steel e dobro), Shawn Killaly alla batteria e Chrisitna Zaenker alla viola e violino. La sensazione di freddo e inverno insieme ad un grande amore per gli spazi naturali incontaminati delle latitudini canadesi sono presenti in tutto l'album, con canzoni come Peramfrost, scritta in casa a una temperatura esteriore di -30░, dove la voglia di stare sola e la lontananza da casa trasmettono un senso di "felice" malinconia. Sarah ci prende per mano accompagnandoci in un viaggio personale punteggiato dalle sue delicate folk song ricche di pathos, come l'iniziale Sometimes You Lose, Sometimes You Win una ballata di grande coinvolgimento che colpisce in profonditÓ. Quando intona It's My Place, la gentilezza e fragilitÓ della sua voce sembrano volerci accarezzare (Ŕ sempre lei la backing singer). E la sua musica ti fa salire la temperatura corporale come nella titletrack, che richiama la bellezza della natura capace di tenerti compagnia e di farti superare gli ostacoli della vita (come dice il testo), ricca di un crescendo da brividi sottopelle.

La semplicitÓ di MMM va diretta al cuore mentre l'epica It's A Strom! Ú la canzone pi¨ rappresentativa dello stile personale di Sarah: opening appena sussurrato da un flebile violino, una dolce melodia e un ritornello a pi¨ voci (quel cosa succede: Ŕ una tempesta) che ti entra come una filastrocca e un finale a cappella. Song #43 Ú una country song romantica che mette ancora una volta in evidenza le sue doti vocali insieme al suo gentile picking, mentre la lunga Cold Night riesce a trasmettere forti emozioni e vede la partecipazione (solo per questa traccia) di Awna Teixeira (Po'Girl) ai cori. La corale We're all Gonna Blow Away (che ricorda Cat Power e Lisa Germano) ci lascia in punta di piedi con una llullaby che ci fa sentire pi¨ forti di prima. Sempre dal Canada una delle migliori sorprese di questo 2011. Per tutte le anime sensibili.
(Emilio Mera)

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