inserito 16/02/2011

Ponderosa
Moonlight Revival
[
New West  2011
]



Fedeli alla linea Mason-Dixon del rock ma con una punta di modernità, soprattutto rispettosi delle loro origini, i Ponderosa potrebbero essere la next big thing del rinascimento sudista che in questi anni ha già portato a galla una miriade di discepoli e seguaci, per anni anscosti nelle cantine. Originari di Atlanta, Georgia, come i fratelli Robinson (Black Crowes) della prima era mettono insieme riff plateali di marca Stones-Faces e mainstream rock americano cresciuto sulla strada, non disprezzando però qualche incursione in territori che lambiscono l'alternative country più morbido e persino una vena pop nell'utilizzo delle voci. Hanno insomma le carte in regola per conquistare pubblici diversi, oppure potrebbero essere condannati dalla scelta di non prendere una posizione netta. Le band che assecondano il loro estro in realtà ci sono sempre piaciute e i Ponderosa, tenendo ben saldi i piedi nel rock'n'roll più classico e fuori moda, si meritano tutto il sostegno possibile per un esordio che farà concorrenza ai vari Blackberry Smoke, Cross Canadian Ragweed e alla numerosa compagnia del Red Dirt.

Rispetto a questi ultimi sfoderano però un sound (di mezzo c'è il produttore Joe Chicarelli, vecchia volpe dell'alternative rock) meno stereotipato o forse soltanto una freschezaa che il debutto può ancora garantire: Old Gin Road è il solito rantolo boogie sudista a cui però la voce impastata di rauco soul di Kalen Nash offre la marcia in più e lo scatto in avanti arriva nelle successiva I Don't Mind, esplosione di chitarre e rock da strada maestra che mette insieme i "Corvi" della Georgia con il Tom Petty più elettrico. I poli di attrazione della band sono chiarissimi: Kris Sampson (chitarra solista), Jonathan Hall (basso) e John Dance (tastiere), a quali si aggiunge la batteria di Darren Dodd, sono figli della bandiera confederata del rock, ma arrivando nel 2011 sul proscenio si concedono un efficace riassunto che sappia incorporare la danzante ballata country Pistolier e quella in odore di West Coast e Eagles Penniless, il pop rock più romantico in Little Runaway (un potenziale nuovo singolo) e quello più virato alla malinconia e al tormento in Girl I've Ever Seen, il garage selvaggio di Revolution e persino le trame heavy della conclusiva Devil On My Shoulder.

Mettono in fila una galleria di romanticismi e fughe che sono la quintessenza del genere: non brillano certo per le liriche, accodate al clichè del rock'n'roll più "fuorilegge", ma da queste parti si chiedono anima e sudore, accordi sferzanti e passione, la stessa che pare avere convinto non solo la New West a metterli sotto contratto, ma persino il pubblico del prestigioso South by Southwest di Austin, luogo dove hanno fatto faville nella scorsa edizione. Facile pensarlo al primo attacco di chitarre e organo in Pretty People, trascinante southern swamp al testosterone o all'ascolto di quel basso corpulento che introduce il soul rock tutta trepidante passione di Hold On You, vero tour de force per la voce di Nash che ci trascina nella terra. Una promessa da mettere in conto fra le nuove leve rock tradizionaliste americane.
(Fabio Cerbone)

www.ponderosamusic.com
www.newwestrecords.com

 

   


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