Thomas Brun
All.
Mpo 2002




Sinceramente non capisco. La mancanza di note biografiche e le scarse informazioni presenti sulla rete rendono l'approccio a Thomas Brun quantomeno problematico e burrascoso. All., il suo disco del momento, ben visibile sugli scaffali della Fnac di Parigi. Da qui il primo dubbio: "Sar forse francese?" Non sapevo che i cugini fossero capaci di fare del sano rock. Allora tento di approfondire il mio sapere leggendo il booklet dell'album: accidenti il disco stato registrato a Bloomington (Indiana) e con musicisti che di francese hanno ben poco. "Non dirmi che Brun l'ennesimo statunitense non profeta in patria". Poi, l'imprevisto: il blues rock di Sciabolabile, brano piacevole e condito di gospel, disturbato da una voce italiana che colora le liriche con espressioni scurrili e fuori luogo (leggi stronzo, fottuto, ecc. ecc.). No, non voglio assolutamente pensare che sia uno dei nostri. Giunto a questo punto, mi rassegno. Chiusa la parentesi sulle origini, a tutt'oggi senza risposta, passiamo a parlare della musica di Thomas Brun e del suo All., album originale e dai contenuti altamente rock ballads. Dal beginning di Someday si capisce che l'impasto dell'intera produzione prettamente acustico, farcito da un sound elettrico di riflesso e da hammond (Dan Dolan) in abbondanza (Moma, She Likes Flowers Too e Cowboy Dave). La chitarra elettrica (sempre suonata da Keith Skooglund) protagonista, insieme all'onnipresente hammond, della solare e poppeggiante Long Beach, mentre viene centellinata per emergere negli assoli di I'm Lying Here e Painting The Sky, un insieme di dodici minuti di passione e sofferenza per due ballate simbolo. Gli arrangiamenti alternano magistralmente armonica (Long Short), piano (Simple Man Credo) e violini (per la traditional The Vault e per Magnet Girl, brano country), garantendo tradizione roots e sostenendo continuamente una voce fragile ed in bilico. Spero che il preambolo non abbia distratto dal contenuto: Thomas Brun ed il suo All. sono una piacevole incognita rock.
(Carlo Lancini)

www.thomasbrun.com