Solomon Burke
Don't Give Up On Me
Fat Possum 2002




Il music business sembra si sia dimenticato del soul per concentrare le proprie forze verso boybands e hip-hop. Il meccanismo, oltre ad essersi inceppato, ha escluso personaggi illustri. Uno di questi è proprio Solomon Burke che, fin dall'inizio degli anni settanta, con l'imperare della dance music, è stato relegato ad un ruolo che non spetterebbe neppure ad una semplice comparsa. Molti si sono dimenticati di lui, ma non tutti. Pochi illustri hanno saputo tenere vivo il ricordo di colui che, con brani come Cry To Me e Everybody Needs Somebody To Love, nei lontani sessanta ha saputo regalare tesori soul, unici per stile e pathos. Gli stessi hanno accolto il suo ritorno, firmato Don't Give Up On Me (di casa Fat Possum), con entusiasmo, regalandogli inediti (Bob Dylan, Stepchild), covers di lusso (Van Morrison con Fast Train e Only A dream) e brani costruiti ad hoc. Sono proprio questi ultimi a ridare vigore alla voce di Burke che, nelle interpretazioni di Diamonds In Your Mind (Tom Waits), The Judgement (Elvis Costello) e nell'eloquente Soul Searchin' (Brian Wilson) torna ad esprimersi sui livelli raggiunti solo con Proud Mary, album del 1969 e caldo di ristampa. Il soul man di Philadelphia torna quindi ad essere il re e lo fa affidandosi alla produzione di Joe Henry (songwriter affermato ed autore di Flesh And Blood), che ha la forza di circondare una voce già corposa con organo (Rudy Copeland) e piano, con la chitarra acustica ed i cori dal retrogusto Southern dei Blind Boys Of Alabama, di Niki Harris e Jean McClain. Un'analisi frettolosa di Don't Give Up On Me potrebbe portare a paragoni con gli American Recordings di Johnny Cash ma, attenzione, questa non è una compilation nuda e cruda, né tantomeno il rifacimento in chiave soul di brani già celebri. Questo è il risultato dell'impegno profuso da Solomon Burke per (re)inventare interpretazioni uniche di brani non vissuti in prima persona e quasi completamente inediti, scritti per lui ed arrangiati in uno stile fine ed emozionante. Il risulato? Ovviamente sorprendente.
(Carlo Lancini)

www.fatpossum.com