Countrypolitans
Face of My Hometown
Sideburn
2002




Morbida commistione di sonoritą rurali e suggestioni pop, la musica dei Countrypolitans riesce a bilanciare piacevolmente radici country e spinte pop-rock, avvicinando i Countrypolitans, non solo ai gusti del pubblico Americana, ma anche al circuito delle college radio. Face of My Hometown segna l'esordio per la Sideburn, all'indomani di un positivo debutto (Tired of Drowning) che aveva fatto immediatamente guadagnare alla band, originaria dell'Oregon, le giuste credenziali. La leggenda narra che, dopo essersi esibiti al cospetto di Johnny Cash ad una festa privata, siano stati subito notati dal leggendario Lloyd Maines, il quale si č ripromesso di produrli in futuro. Nell'attesa dei possibili sviluppi, solitamente mai deludenti, di un tale incontro, possiamo nel frattempo apprezzare lo scintillante roots-rock della band, frutto di un lavoro di squadra tra Roger Conley (basso e chitarra acustica) e la bella e brava Elisabeth Ames (voce solista), unici autori di musica e testi. La vellutata vocalitą della Ames favorisce la loro accattivante proposta, destreggiandosi con abilitą tra slow ballads d'atmosfera (Falling at Your Feet, con i suoi accenti da bossanova), sulla linea tracciata da gruppi quali i Cowboy Junkies (sentitevi la stessa title-track o la chiusura con Faith), brillanti brani pop elettro-acustici (Maybe It's You) e qualche concessione ad un suono rock'n'roll pił ruspante(l'ingenua I Wanna Score). L'onnipresente pedal-steel di Peter Burak garantisce i giusti agganci con la tradizione, mentre le chitarre di Justin DeFreece non graffiano pił del dovuto, preferendo ripassare sonoritą jingle-jangle alla Byrds (After You're Gone, Kind of Funny) e mantenendo arrangiamenti sempre misurati, che sono in fondo la carta vincente di questa giovane formazione.
(Fabio Cerbone)

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