Hardpan
Hardpan
Blue Rose 2002
   
Più passa il tempo e più mi accorgo che Tucson è la Broadway della musica,
un luogo in cui fatti e coincidenze si uniscono solo ed esclusivamente
per generare suoni unici ed affascinati, rigorosamente live. Broadway
e non Hollywood. Sì, perchè fra le colline di Los Angeles vanno forte
i vari Tom Cruise, i fantocci circondati da controfigure, mentre nella
Grande Mela si recita sul serio, e come a Tucson: live. Hardpan
è un fatto, un progetto nato da quattro discreti chitarristi, da quattro
storytellers impareggiabili che hanno deciso di unire brani e melodie,
guardacaso in un periodo fatale, ricco di coincidenze e, perché no, artisticamente
ispirante: quello dell'11 settembre 2001. Immersi nel deserto dell'Arizona
Todd Thibaud, Joseph Parsons, Terry Lee Hale e Chris
Burroughs, insomma gli Hardpan, hanno unito le forze per dare vita
ad un concentrato dalle fondamenta acustiche, quasi completamente privo
di percussioni e stracolmo di sentimento, passione e frammenti di chitarra
elettrica. Suonato interamente live, l'omonimo album è un mix di stili
che raggruppano l'America musicale, dai primi passi del songwriting ad
oggi. Dalla voce decisa di Terry Lee Hale nascono le ballate più old style
come Bad Luck Hand e Dead City, due folk-blues decisi, e
Black Cloud, una ballata country in stile sixties, mentre dall'animo
rock and roll di Chis Burroughs esplodono pezzi musicalmente più completi
ed elettrici (Closer To The Border, Orville's Beads e Spokes
On A Wheel). Joseph Parsons è portavoce dello stile Desperado-west
coast, alla Eagles insomma, con brani evocativi corredati da una voce
dolce e d'atmosfera (No Disguise, Accidents e Carry Us
Away). Gli indizi blue collar non potevano che portare a Todd Thibaud,
un musicista tanto grato a Springsteen (To Bury An Angel) quanto
a Steve Earle (Tucson Sky e She's Over The Line), a cui
vengono affidate apertura e chiusura di un piccolo spaccato di tradizione
e musical fatality: Hardpan
(Carlo Lancini)
www.hardpan.net
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