Gun Club - Fire of Love Slash 1981/ Last Call 2000
Parlare oggi di contaminazioni tra il rock alternativo e la sacra tradizione del blues, specie quello rurale ed acustico del profondo Sud, non è più considerato un discorso "blasfemo",. quasi improponibile. Attraverso un suono grezzo, lancinante, dimesso, un sabba ritmico continuo ed uno spirito decisamente punk, etichette come la Fat Possum e gente come Jon Spencer è riuscita in definitiva a riportare il blues alla radicalità dei suoi albori, unendo mondi musicali che fino a qualche tempo prima sembravano distanti anni luce. Il primo indimenticabile vagito dei Gun Club, formazione losangelina formatasi nel clima post-punk dei primi anni '80, è la testimonianza più fedele di una aticipazione di tali tematiche. Guidati dallo spirito ribelle, folle ed anarchico di Jeffrey Lee Pierce, uno dei pochi grandi maledetti del rock americano del periodo, riversano in Fire Of Love (Slash 1981) una sprezzante energia punk, che contamina le passioni country-blues dello stesso Pierce, generando un rock'n'roll ruvido, primordiale ed allucinato. Seguendo la via aperta nello stesso periodo da una formazione come i Cramps, ma applicandosi su un versante decisamente più tradizionalista e legato alle radici, che sempre più emergerà negli anni a venire, Fire of Love mette in fila undici stilettate di irriverente punk-blues. Storica l'apertura di Sex Beat, feroce punk-rock di grande impatto, e la speculare furia rock'n'roll di She's Like Heroin To Me. Sconvolgenti all'epoca le rivisitazioni di alcuni tradizionals come Preaching The Blues (Robert Johnson) e Cool Drink Of Water, mentre Jack On Fire e Ghost On The Highway sono il risultato di una originale rielaborazione della stessa tradizione, con le chitarre "grattate" senza pietà alcuna da Pierce e Ward Dotson (notevole il suo lavoro alla slide). A più di vent'anni di distanza qui dentro brucia ancora un fuoco sacro che non vuole proprio spegnersi.
(Tommaso Piccoli)