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inserito 09/07/2010

Bruce Springsteen & The E-Street Band
London Calling Live In Hyde Park
(2 DVD)
[Columbia  2010]



All'inizio l'energia ostentata da Bruce Springsteen e dalla E Street Band (uno strepitoso e variopinto ensemble) sembra voler nascondere il tempo impietoso: Little Steven pasciuto, Clarence Clemons immobile, Danny Federici che non c'è (e come manca il suo organo, pur con tutto il rispetto e la simpatia per Charlie Giordano). Manca, più di tutto, lo psicodramma springsteeniano, il romanticismo assoluto del loser. Le immagini sono impietose nella loro perfezione digitale: Bruce suda le proverbiali sette camicie (in realtà una, che non cambierà), Nils Lofgren si muove con gesti goffi, Max Weinberg è pesante e meccanico. Snocciolano mitragliate di rock'n'roll, versioni dure, coincise di Night, Badlands, più da Clash che da E Street. Senza soluzione di continuità: per tutta la prima parte dello show le comunicazioni del capo alla premiata ditta, e da lì al pubblico, si riassumono in 1, 2, 3, 4 e via alla grande. La E Street sembra un Muppets Show di smorfie, un'accolita non molto diversa dalle zingaresche compagnie dei "better days". Sono forti, ce la mettono tutta, ma le immagini non mentono: devono leggere le parole, sono seguiti "a uomo" uno per uno e le canzoni vanno un po' troppo di corsa.

E' qui che si capisce la differenza, la grandezza: qualsiasi altra rock'n'roll band avrebbe tirato avanti, più o meno con dignità ancora qualche canzone, un paio di bis e bye bye Londra. Loro, no. A distanza di trentacinque anni dall'Hammersmith insistono, scavano, le provano tutte per trovare la scintilla primordiale, il nucleo esplosivo di una passione infinita per il rock'n'roll. Con una vita alle spalle e Hyde Park stipato da centomila persone non è facile, nemmeno saltando e scorticandosi le mani sulla chitarra spiegare perché sarà la notte giusta, ma poi succede qualcosa. Sarà la chitarra di Nils Lofgren in Youngstown (applausi a scena aperta), sarà la poesia di Racing In The Street, sarà Brian Fallon dei Gaslight Anthem che canta No Surrender, saranno le danze di Rosalita, sarà per un'emozionante Trapped, ma la magia riesce ancora una volta: tutto Hyde Park diventa la E Street e Bruce si trasforma in Shakespeare, senza "il timore di un tentativo", ancora con un sogno davanti agli occhi, nonostante sia diventato una realtà, per lui e per mezzo mondo (l'altra metà, come si sa, non l'ha ancora visto dal vivo).

Eppure non è difficile immaginare i suoi pensieri mentre cantava Jungleland (una versione a dir poco lirica), di sicuro lo pensiamo noi. Era arrivato in questa città, Londra, sul filo del rasoio, con Born To Run in tasca e un berretto per nascondere la faccia, ed è ancora qui. Il tempo, in mezzo, è stato soltanto one, two, three, four, una danza nel buio che è rock'n'roll allo stato essenziale e che, pur con tutti i limiti e i difetti che si vogliono, lo ha consegnato come il più grande performer di sempre. Lui, la E Street e la sua gente (noi compresi). Tutti insieme, questo è il segreto, e questa è la bellezza.
(Marco Denti)

Setlist
1. London Calling // 2. Badlands // 3. Night // 4. She's The One // 5. Outlaw Pete // 6. Out In The Street // 7. Working On A Dream // 8. Seeds // 9. Johnny 99 // 10. Youngstown // 11. Good Lovin' // 12. Bobby Jean // 13. Trapped // 14. No Surrender // 15. Waiting On A Sunny Day // 16. The Promised Land // 17. Racing In The Street // 18. Radio Nowhere // 19. Lonesome Day // 20. The Rising // 21. Born To Run // 22. Rosalita (Come Out Tonight) // 23. Hard Times (Come Again No More) // 24. Jungleland // 25. American Land // 26. Glory Days // 27. Dancing In The Dark

www.brucespringsteen.net