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inserito 23/02/2011

Albert King with Stevie Ray Vaughan
In Session
(CD/DVD)
[Stax/ Universal  2010]



Il 6 dicembre del 1983 negli studi della Chch, una stazione tv indipendente di Hamilton nell'Ontario a quaranta miglia da Toronto, il grande bluesman nero Albert King è in attesa di conoscere il giovane chitarrista bianco con il quale dovrebbe jammare nel programma In Session, ideato per proporre insieme musicisti stilisticamente vicini, ma che non hanno mai (o raramente) suonato insieme. Quando Albert vede Stevie Ray Vaughan si ricorda di Little Stevie, il ragazzo che ogni volta che suonava ad Austin lo raggiungeva sul palco (la prima volta nel '73). King era stato uno degli idoli di Vaughan, influenzandolo con il suo stile secco ed incisivo. Fino all'83 la fama del giovane chitarrista texano non aveva superato il confine dello stato; poi c'era stata la partecipazione a Let's Dance di David Bowie e proprio nell'83 la pubblicazione di Texas Flood che era entrato nei Top Forty americani, caso raro per un disco di blues. Ma King non aveva sentito l'album e non aveva ricollegato il giovane texano con Vaughan. La session dura poco meno di due ore; ne vengono estratti due segmenti di trenta minuti ciascuno, il resto rimane inedito fino al '99 quando la Stax pubblica il cd audio In Session, che comprende poco più di un'ora tratta da questo programma. Ora finalmente viene pubblicato un dvd con la registrazione (quasi) integrale della serata, novanta minuti circa con numerosi brani in più rispetto al cd (ed anche un paio in meno); per chi non aveva il dischetto audio è uscito un doppio con entrambe le versioni, quindi con la scaletta integrale. E si tratta di una serata formidabile, una di quelle preziose occasioni in cui i protagonisti riescono ad esprimersi ai loro massimi livelli, in un clima rilassato e spontaneo.

Se è vero che il King più conosciuto del blues è B.B., l'influenza di Albert su molti chitarristi di rock è indiscutibile. Nato ad Indianola nel '23 e cresciuto in Arkansas, è scomparso nel '92. Suonava da mancino senza invertire l'ordine delle corde, con uno stile riconoscibile pieno di cambiamenti di tono, rotondo e mai forzato. Partito dal gospel, si è dedicato al blues dai primi anni cinquanta; la sua carriera è legata principalmente alla Stax, con la quale ha inciso per dieci anni a partire dal '66 con almeno due album indispensabili, Born Under A Bad Sign in studio e Live Wire/Blues Wire registrato dal vivo al Fillmore Auditorium nel '68. In Session è uno di quei casi in cui la parte video aggiunge qualcosa di importante all'audio. I due protagonisti sono quasi sempre seduti: Albert elegante ed imponente con la sua Gibson Flying V, Stevie Ray un po' intimidito con il solito cappello nero. Inizialmente King funge da padrone di casa ed ha un atteggiamento da vecchio saggio che accoglie il giovane discepolo con una certa condiscendenza. Ma dopo il riscaldamento di Born Under A Bad Sign è evidente che entrambi si trovano a meraviglia. L'apertura di Texas Flood è lasciata a Stevie, poi dopo qualche dialogo scherzoso (Albert ricorda il suo primo incontro con il collega) i due iniziano ad incrociare gli assoli. Vaughan è voce solista in questo slow blues, title track del suo album d'esordio; Albert lo accompagna alla ritmica e si ritaglia il suo spazio solista senza strafare, distinguendosi dall'allievo per i toni più moderati prima di alzarsi dallo sgabello e salire anche nel crescendo dell'assolo, trascinando Stevie in una versione fantastica.

La band è quella di King, formata da Tony Llorens alle tastiere, Gus Thornton al basso e Michael Llorens alla batteria e si dimostra perfetta nell'assecondare i due chitarristi. Stormy Monday non è da meno, un altro slow da antologia aperto da un assolo pizzicato di Albert. Una fluida Match Box Blues apre la seconda parte dello show, caratterizzata da brani più ritmati. Don't Lie To Me è un up-tempo trascinante, con brillanti assoli incrociati ed un crescendo finale, Pride And Joy è il primo singolo che ha lanciato il disco di Stevie, uno shuffle grintoso nel quale King asseconda l'allievo. In chiusura I'm Gonna Move To The Outskirts Of Town, un altro blues lento da antologia. Il compact disc comprende due tracce esclusive: il torrenziale slow Blues At Sunrise, un classico del repertorio di King e lo strumentale Overall Junction. La qualità video è buona per un programma datato, quella audio è ottima; il contenuto è imprescindibile per gli appassionati di blues e non solo.
(Paolo Baiotti)