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Levelland
Nella periferia del rock americano
Pacini editore, collana Fanclub
Primavera 2009
Noi ci troviamo nel bel mezzo del nulla
(Jeff Tweedy, 1991)
Small town, motel e stazioni di servizio, sobborghi fantasma, fabbriche
in disuso, "cinture del grano" e "fasce della Bibbia", l'America della
provincia, quella che si estende senza clamori fra le scintille delle
grandi metropoli delle due coste oceaniche, è una distesa piatta che sussulta
di tanto in tanto, spezzata a volte da tragici eventi quotidiani, rigorosamente
riportati a galla in ogni loro minimo dettaglio da qualsiasi Gazzetta
di paese.
In questo isolamento sociale ed economico nascono e crescono autentici
sogni di rock'n'roll: una via di fuga, reale o immaginaria, una porta
aperta sul resto del mondo, per scappare dalla realtà che ti circonda,
per trovare un posto sicuro all'interno di quella proverbiale wilderness
americana che rende tutto precario. È il solito vecchio canovaccio, così
almeno sembra: in cerca di fortuna, si arriverà prima o poi nella grande
città, e il pubblico sarà conquistato. Da queste parti invece qualcosa
è andato per il verso sbagliato: qualcuno è rimasto a casa, non si è mosso,
e ha lanciato segnali dal garage di casa.
È una rivoluzione silenziosa quella che dalle cantine di Belleville, Illinois,
dove nacquero gli Uncle Tupelo
di Jay Farrar e Jeff Tweedy, si è propagata per gli Stati Uniti: prima
e dopo di loro altri - che si chiamassero Jayhawks, Bottle Rockets, Whiskeytown,
Wilco, Blue Mountain o Sixteen Horsepower poco importa - avrebbero riportato
tutto alla base, mettendo in moto il meccanismo della memoria del rock'n'roll.
Un ritorno alle radici, ma non per pura e semplice nostalgia: il passato
della cultura popolare americana, le antiche ballate folk dei monti Appalachi,
il blues del Mississippi, il country di Nashville sono piuttosto una mappa
per ritrovarsi in questo Grande Nulla americano. E così centinaia di nuove
band, migliaia di nuovi folksinger sparpagliati negli angoli più impensabili,
riprendono i fili della tradizione.
Levelland
è uno squarcio su queste terre periferiche del rock, sulla più o meno
consapevole riappropriazione del folclore che nel tempo ha generato quell'irripetibile
melting pot che è stato messo in scena dal rock'n'roll.
Attraverso la geografia dei luoghi che hanno generato questi artisti,
fra le Interstate che tagliano fuori le cittadine più sperdute, Levelland
prova a mettere in scena l'essenza stessa di questa musica: nient'altro
che una resistenza umana a suon di chitarre
Fabio Cerbone (Lodi, 1975) è il direttore del web
magazine musicale RootsHighway (www.rootshighway.it) e collabora dal 2001
con la rivista Buscadero. Ha pubblicato per Selene Edizioni i volumi Easy
Ryders, sogni e illusioni americane (2005) e Fuorilegge d'America,
Hank Williams Johnny Cash Steve Earle (2007)
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