Nicola Gervasini
Rolling Vietnam

Radio-grafia di una guerra


Prefazione di Willie Nile

Introduzione di Massimo Priviero

Bibliografia consigliata da Jimmy Ragazzon (Mandolin' Brothers)


A ottobre in libreria








SCHEDA DI PRESENTAZIONE

2 settembre1965: a Monticello, paesino sperduto nel parco di Woodstock, David Pry trova in soffitta un vecchio vinile degli Almanac Singers, il primo gruppo di Pete Seeger e Woody Guthrie. Cosa ci fa un disco di folk di protesta tra gli effetti personali di un fiero e irriducibile patriota come suo padre? David ha bisogno di trovare una risposta in fretta: ha appena avuto la sua prima figlia Melinda, e non vuole farsi cogliere impreparato il giorno che questa comincerà a fare domande su come devono andare le cose nel mondo.

Sarà la guerra del Vietnam a dargli l’occasione di intraprendere un viaggio di revisione critica delle proprie certezze, un percorso che si rileverà ben più lungo e doloroso del previsto. A fargli da guida sarà Hank, un vecchio negoziante di dischi, uomo culturalmente legato a New York e al mondo del folk del Greenwich Village, con il quale David avrà nel corso degli anni continui scontri ideologici e proficui scambi di vinili. Ma a scandire gli eventi e le tragiche notizie che arriveranno dall’Asia saranno due trasmissioni della radio locale: da una parte Cut The News, condotta dal misterioso Jack The Knife, irriverente e polemico disc-jockey, pacifista e anti-interventista, che si prodigherà per lunghi anni a trasmettere tutte le canzoni contro la guerra che non trovavano spazi sui canali nazionali. Dall’altra invece Good Ol’ Times, trasmissione di country music gestita da Hiram King, che darà voce all’America orgogliosa descritta nelle hit di Nashville e alle ragioni dell’intervento contro il comunismo dilagante.

Due mondi che si scontreranno a suon di canzoni e classifiche di Billboard, in una guerra mediatica che David seguirà fino al 1975, sperando fino all’ultimo di poter ricostruire un’eredità morale per i propri figli. Un calvario che si concluderà però solo circa dieci anni dopo, con la figlia Melinda diventata irriducibile fan del Bruce Springsteen di Born In The USA e con la Guerra Fredda che vive il proprio gran finale.

Rolling Vietnam narra dell’unica volta in cui la musica non si è solo limitata a raccontare dei fatti storici, ma ne ha definito gli eventi, ha dato ritmo ai bombardamenti e ha contribuito a scriverne l’epilogo. Narra di patriottismo e dissenso, narra di eroi mancati come Bob Dylan e re in esilio come Elvis Presley. Racconta delle speranze di Ho Chi Minh, dell’ostinazione di Lyndon Johnson e dei trucchi di Richard Nixon parallelamente all’ironia di Phil Ochs, le visioni di Jim Morrison e la controrivoluzione di Merle Haggard. Narra di Khe Sanh, My Lai e Hamburger Hill contemporaneamente al Festival di Woodstock, alla tragedia di Altamont e alle proteste universitarie. Rolling Vietnam è un jukebox scritto e una lettura da ascoltare, attraverso le trasmissioni televisive, i film, e più di cinquanta brani che hanno scritto la vicenda americana più controversa del secolo scorso.



Fabio Cerbone
Levelland

Nella periferia del rock americano
Uncle Tupelo, Wilco, Whiskeytown, Calexico e altri outsiders


184 pp.
[Pacini editore, collana Fanclub]


Prefazione di Marco Denti








 

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SCHEDA DI PRESENTAZIONE

Noi ci troviamo nel bel mezzo del nulla

(Jeff Tweedy, 1991)

Sobborghi fantasma, fabbriche in rovina, motel e stazioni di servizio, "cinture del grano" e "fasce della Bibbia": l'America della provincia, racchiusa fra le due coste oceaniche, è un'immensa distesa umana e geografica spesso nascosta alla vista. In questo isolamento sociale ed economico nascono e crescono autentici sogni di rock'n'roll: una via di fuga per scappare dalla realtà che ti circonda, da quella inospitale natura che rende tutto precario. Sembra il solito canovaccio: in cerca di fortuna, una band approderà prima o poi nella grande città. Da queste parti invece qualcosa è andato per il verso sbagliato: qualcuno non si è mosso dalla sua small town, lanciando segnali al mondo dalla cantina di casa. È una rivoluzione silenziosa quella che da Belleville, Illinois, dove nacquero gli Uncle Tupelo di Jay Farrar e Jeff Tweedy, si è propagata per tutta la nazione: prima e dopo di loro altri - che si chiamassero Jayhawks, Whiskeytown, Wilco o Drive-By Truckers poco importa - avrebbero rimesso in circolo il meccanismo della memoria nel rock'n'roll. Un ritorno alle radici, ma non per semplice nostalgia: il passato della cultura popolare americana, le antiche ballate folk dei monti Appalachi, il blues del Mississippi, il country di Nashville sono piuttosto una mappa per ritrovarsi in questo Grande Nulla americano, riprendendo i fili della tradizione.
Levelland volge lo sguardo su queste terre periferiche del rock, sulla più o meno consapevole riappropriazione del folclore che nel tempo ha generato l'irripetibile melting pot americano. Attraverso la geografia dei luoghi che hanno generato questi artisti, fra le statali che tagliano fuori le cittadine più sperdute, Levelland prova a mettere in scena l'essenza stessa di questa musica: nient'altro che una resistenza umana a suon di chitarre.

Prefazione a cura di Marco Denti

Fabio Cerbone (Lodi, 1975) è il direttore del web magazine musicale RootsHighway (www.rootshighway.it) e collabora dal 2001 con la rivista Buscadero. Ha pubblicato per Selene Edizioni i volumi Easy Ryders. Sogni e illusioni americane (2005) e Fuorilegge d'America. Hank Williams, Johnny Cash, Steve Earle (2007)



David Nieri
Da Cat Stevens a Yusuf Islam.
Quattro passi all'ombra della luna
[Pacini Editore]

160 pagine
14 euro

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Presentazione di Paolo Carù
Postfazione di Yahya Pallavicini e Giorgio Cocilovo



Incontro con l'autore David Nieri:
- 22 aprile 2009, ore 19,30
Istituto professionale “Giacomo Matteotti” via Garibaldi 194, Pisa

Cat Stevens, un artista che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia della musica d'autore. Quasi trent'anni di silenzio, dopo l'abbandono delle scene avvenuto nel lontano 1978, un percorso artistico che si interseca con quello umano, dai primi successi a una crisi interiore che lo porta ad abbracciare la religione islamica. An Other Cup, l'album a nome Yusuf, rappresenta prima di tutto un tentativo per stabilire un ponte tra Islam e Occidente. L'analisi della sua produzione discografica si fonde con una panoramica sugli anni di 'silenzio' e di impegno umanitario. Ci sono piccoli momenti epifanici da rintracciare in un grande messaggio di pace, e le sue canzoni ci invitano a riportarli in superficie.
Dopo una prima parte che ripercorre le fasi più importanti della sua vita, la seconda scandaglia i testi delle canzoni alla ricerca di quelle tracce inequivocabili di un sentiero che trascende la dimensione quotidiana per bussare alle porte di una conoscenza superiore.

David Nieri, editor di professione, è nato a Pisa nel 1970, un mese dopo l'uscita di Tea For The Tillerman, l'album più famoso di Cat Stevens. Grande appassionato di musica, collabora con la rivista Buscadero e scrive per il sito www.rootshighway.it

www.pacinieditore.it