| Torna al home page Fanclub |
|
Fanclub
:: Recensioni "Levelland. Nella periferia del rock americano" L'obiettivo, perfettamente raggiunto da Fabio Cerbone,
è quello di immergere in quel vaso e introdurre ad un movimento, se così
lo si può chiamare, che ancora non mostra cedimenti. L'invito è di scoprire questi interpreti, di capire
la loro storia e di appropriarsi delle loro canzoni. Si potrà così seguire
un viaggio ideale che dala cultura popolare americana si manifesta ora
nelle "small town", nei piccoli bar, nelle cantine, sui palchi polverosi
e periferici della nuova cultura rock, ultimo baluardo di autenticità.
Levelland – Nella Periferia Del Rock Americano, che
è il suo terzo libro e viene dopo un Easy Ryders (2005) dedicato alle
aspirazioni sconfitte della controcultura rock dei '60 e un Fuorilegge
D'America ('07) consacrato allo spirito ribelle che accomuna i criminali
leggendari del vecchio West agli iconoclasti anti-Nashville della musica
country, consta di quasi duecento pagine volte a sviscerare e analizzare
il concetto di cui sopra con un acume critico nient'affatto comune. Vorrei
addirittura suggerire che potrebbe trattarsi del libro di una vita, poiché
dalle sue righe trapelano senza mezzi termini un affetto smisurato per
la materia trattata e numerose sensazioni, ricordi e ragionamenti che
non si faticano a reputare assolutamente cruciali per la storia personale
dell'autore. Ma non fraintendetemi, qui non siamo di fronte a un blog
o a una fanzine tirati per le lunghe, né a un semplice catalogo delle
predilezioni di Fabio: qui ci sono otto ricognizioni che partono ogni
volta da un preciso perimetro geografico e da una o più band che in quella
striscia di terra sono nate, per poi estendersi a più ampie riflessioni
sui percorsi di chi a un certo punto s'è messo ad aggredire la tradizione
locale – il foklore profondo della nazione stessa – non per sputarvi in
faccia, bansì per concepire un domani dove le “radici” fossero stimoli
per guardare avanti e non rami secchi da scostare ai margini della strada
[...] La “provincia”, in questo libro, è quasi una categoria dell'anima,
un'astrazione in cui si incontrano l'idea di periferia dell'impero (ovvero
l'alterità rispetto alle grandi metropoli dove tutto accade) e al tempo
stesso l'attaccamento a un passato rurale tutt'altro che mitico o perduto
ma reale, concreto, ancora ricco di intuizioni e prospettive. [...] Le
pagine di Levelland, grazie anche all'abilità narrativa del titolare,
scorrono come un appassionante racconto di formazione, con al centro di
tutto la necessità di trovare un'accettazione di sé e del proprio piccolo,
grande universo (qualcuno la chiama ancora redenzione) che passa, canta
e avvince attraverso la musica. Fabio Cerbone, direttore del sito musicale Roots Highway
e collaboratore di Buscadero, è uno dei più attenti conoscitori della
giovane musica Americana. E con questo libro, che tratta in profondo le
gesta di Uncle Tupelo, Wilco, Whiskeytown, Calexico, Drive By Truckers,
Jayhwaks, Bottle Rockets ed altri, porta a termine la sua opera migliore
e più approfondita. Cerbone approccia ogni band in modo semplice ed
efficace, innanzitutto contestualizzandola geograficamente e storicamente,
poi percorrendone la carriera con pochi (ma utili) cenni biografici e
molti richiami a canzoni e soprattutto a testi, che ne chiariscono orizzonti
e prerogative. "Levelland" ha il pregio di essere poco agiografico, nel
tracciare le parabole dei gruppi, preferendo un taglio più documentaristico
che monografico che elimina - per nostra fortuna - ogni retorica [...]
Per chi già conosce il panorama "marginale" americano, "Levelland" è un
ottimo compendio per ordinare (ed eventualmente riscoprire) le gemme nascoste
del sottobosco rock a stelle e strisce, mentre per i neofiti questa potrebbe
essere un'ottima occasione per approfondire la conoscenza di uno scorcio
particolarissimo ed estremamente affascinante che - decisamente - non
merita di rimanere nascosto. :: Recensioni "Da Cat Stevens a Yusuf Islam |