inserito 27/03/2009

The Beards
Mephisto Potato Sauce
[Ancient Records 2009]



La confezione meriterebbe una recensione e un voto a parte: in uno splendido formato ad ampio libretto, con una grafica "rurale" ed un ritratto di copertina che palesa l'amore del gruppo per quell'iconografia da pellegrini del West portata in auge dalla Band (nei ringraziamenti del booklet ci infilano i nomi di Garth Hudson e Levon Helm), tra i personaggi disegnati dal fumettista Gianluca Maconi e tutti i testi inclusi, The Beards tratteggiano il mondo contandino del loro Veneto "rubando" l'immaginario ai loro eroi americani, soltanto trasponendolo con fantasia nella campagna italiana, agghindati alla tavola di un vecchio cascinale. L'idea è profonda e ragionata, una riflessione sulle proprie origini e su storie e leggende nate nei dintorni di un mondo popolare andato perduto negli anni dell'industrializzazione, a cui è lecito applicare un concetto di roots music che sappia unire l'amore per l'idioma dell'american music con la nostra tradizione.

Il sottotitolo d'altronde recita "Tales from the old farmers that lived in the Venetian country" e The Beards si gettano a capofitto in questa narrazione un po' mitologica, con la passione e l'orgoglio di avere ricevuto le attenzioni di una minuscola etichetta, guarda caso di Woodstock, la Ancient Records, oltre ad essersi sobbarcati un tour americano in undici stati, che ha fatto conoscere il loro "spaghetti country western", come è stato definito. Fin qui le doverose note a margine di una operazione discografica piccola ma meritevole, che riflette una partecipazione fuori del comune. Dopo arriva la musica dei Beards, e non fa lo stesso effetto. E' un rock'n'roll sghembo e dalle ruvide movenze alla Tom Waits del dopo Swordfishtrombones (la stessa Mephisto Potato Sauce, Slowly Wagon, la jazzy Umassa in the Distance), che si imbratta con il country blues e la southern music portando a galla rozze ballate roots rock - Martorei's Hour, Bloodless Rake - che grattano e rantolano tra le voci di Emanuele Marchiori (piano, harmonium, percussioni) e Massimiliano Magro (chitarre), principali autori di testi e musiche.

La sensazione purtroppo è che il tono si faccia a volte sin troppo esasperato, quasi al limite della macchietta: la voce di Marchiori va oltre il lecito, diventa rancorosa e volutamente goffa, deragliando in Biggest Corn Field/ House in Flames, trascinandosi appresso l'intera band (Andrea Tolin al basso, Giorgio Finamore all'organo, Enrico Fabris alla batteria, cui si aggiungono ospiti alla tromba, banjo, mandolino e slide guitar) e mettendo in evidenza quella pronuncia "spaghetti western" che potrà forse affascinare il pubblico americano, ma qui suona un po' forzata. Nell'imprecisione generale, il rock'n'roll "cubista" della band si muove fra momenti più equilibrati (la ballata country rock Chinin Is Your Medicine, la conclusiva The Farmer) ed episodi che calcano la mano, tra cui un finale jammato in Asphalt Road che risulta francamente imbarazzante nella resa strumentale.
(Fabio Cerbone)

www.thebeards.it
www.ancient-records.com


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