D.B.
Rielly
Love Potions and Snake Oil
[Shut
up & play! 2010]
L'intruglio benefico di D.B. Rielly promette rimedi istantanei
a molte delle più fastidiose malattie moderne: Love Potions and
Snake Oil è un concentrato di pigre ballate sudiste e guizzanti
gighe country dai profumi zydeco, con l'accordion del protagonista a condurre
le danze di un trio che comprende le chitarre di Hiromasa Suzuki (un nome
che fa poco vecchio sud e crocicchi, va ammesso), le percussioni di Rohin
Khemani e il basso di Bruce Gordon. Meticci anche nei nomi, per una musica
che ha il respiro di una perduta anticaglia Americana, tra la fitta vegetazione
dei bayou della Lousiana e qualche sentiero dimenticato del Mississippi.
D.B. Rielly non è un novellino, portandosi appresso un bagaglio di esperienze
che lo hanno visto esibirsi al festival di Montreaux e all'Apollo Theatre
al fianco, tra gli altri, di BB King e Chubby Checker (ricordate con una
punta di affetto il twist?), ma è soltanto oggi grazie a Love Potions
and Snake Oil che prende la sua strada indipendente, potendo però sfoggiare
un primo premio al prestigioso International Songwriting Competitions
del 2009.
Quello che conta, tolte le onoreficenze, è una musica che ha il spaore
della cosa antiche, molto dimessa e decisamente sporcata nella terra e
negli umori dell'old America, cominciando magari dall'allegra danza di
One of These Days (You're Gonna Realize), un colorito zydeco
che porta dritti a New Orleans (o a quello che ne è rimasto...), prima
di prendere una morbida curva e adagiarsi sulle romanticherie di Don't
Give Up On Me, ballata che guarda all'orizzonte il border messicano,
allorchè D.B. Rielly si siede dietro un pianoforte e si inventa
una commovente Save All Your Kisses.
Amori, ragazze, sentimentalismo, ma niente facilonerie e tenerezza d'accatto:
Love Potions and Snake Oil è soltanto una pozione d'altri tempi e chi
conserva ancora un poco di buon cuore potrà apprezzare la semplicità di
queste melodie, roba che non ha laciato indifferenti anche Phil Ramone
e Gary US Bonds, i quali non hanno risparmiato commenti entusiasti sull'artista,
dalle origini confuse e dalla biografia volutamente ironica e misteriosa.
Gioca con l'ironia D.B. Rielly e un briciolo di questo gusto goliardico
finisce nella sua musica: dall'ennesimo ballo d'aia scandito dalla fisarmonica
in I Got A Girlfriend al boogie sgangherato
di Loving You Again (T. Rex in gita
nelle paludi della Lousiana?), al rockabilly "infernale" di We're
All Going Straight To Hell, mai dimenticando però di avere
un anima di sensibile folksinger. Le lentezze acustiche di One
Day at a Time e di una struggente Love
Me Today sono infatti i piccoli capolavori del disco, con quell'aria
svogliata degna di un John Prine e melodie che lavorano di sottrazione,
la timida voce, un dolcissimo piano, il tappeto dell'inseparabile accordion,
una chitarra che arpeggia soffusa e il risultato è assicurato senza effetti
speciali. Misteri dell'Americana. (Fabio Cerbone)