Van Morrison
Keep Me Singing
[Caroline 2016
]

www.vanmorrison.com

File Under: Van Morrison

di Silvio Vinci (12/10/2016)

Da grande ammiratore di Van "The Man" sarÓ davvero difficile essere imparziali nella stesura di una recensione di un suo disco d'inediti: ne Ŕ passata di acqua sotto i ponti, dal periodo Them e dal suo primo vero capolavoro, Astral Weeks, ma a 71 anni suonati ancora canta e si esibisce sui palchi di mezzo mondo. Keep Me Singing Ŕ da poche settimane negli scaffali e chiaramente, essendo un disco nuovo di Morrison, ha giÓ conquistato a scatola chiusa lo zoccolo duro di fedelissimi, che s'inebria di qualsiasi cosa abbia il marchio del maestro irlandese, fosse una ristampa (vedi l'ultima di It's Too Late to Stop Now, sfiziosissima raccolta in tre cd e dvd del mitico live album del 1974, ampliata, ripulita e rimasterizzata alla perfezione) o una sessione di duetti (straordinaria quella con Tom Jones, col quale ha condiviso la passione blues).

E' proprio il ricordo del suo passato che ci aiuta a parlare del nuovo lavoro, il quale, in qualche modo, racchiude una sintesi dei migliori quadri compositivi e vocali di Van degli ultimi venti anni. Ascoltiamo la sua voce, calda e poetica, ma anche aggressiva e ruvida, in 13 affreschi di puro Morrison Style, che non si spostano di una virgola da quello che abbiamo conosciuto e amato dei suoi precedenti album, ma rafforza e conferma la statura di scrittore ed esecutore di gioielli senza tempo della musica rock. Keep Me Singing, giÓ dice tutto sull'obiettivo del disco. E' il pi¨ bello degli ultimi anni, le canzoni sono scritte e suonate per evidenziare il canto: Let Me Rhyme, brano di esordio, colpisce il cuore, come sempre fanno le sue ballate, e Every Time I see A River Ŕ scorrevole come le acque dolci della sua Irlanda. Qui c'Ŕ il Van Morrison che amiamo, quello che trasversalmente fa del folk la base per accendere le fiammate soul e blues che la sua vocalitÓ produce naturalmente.

A metÓ del percorso si fanno apprezzare la struggente Memory Lane e il passo bluesy di The Pen Is Mightier than the Sword. Dolcissima anche la title track Keep Me Singing, melodica e ricca di pathos, come ai tempi di "Hymns to the Silence". La classe non Ŕ acqua, e il sangue irlandese del nostro profeta Ŕ certamente sangue blu: come non pensarlo sulle note della nobile e aristocratica ballad autunnale Out in the Cold Again. Musicalmente, il suono Ŕ quello classico di Van, la band Ŕ la stessa da pi¨ di dieci anni, affiatata e rodata ad accompagnare le dinamiche e le atmosfere del burbero ma poetico Morrison: ancora molto presente l'organo Hammond, impiegato in sottofondo e sugli scudi in Share Your Love With Me (cover di Bobby Bland). Gli arpeggi di chitarra e pianoforte rimangono i principali elementi di costruzione, qualche arrangiamento per archi e fiati qua e lÓ, come in Holy Guardian Angel, e poi quell'andamento in stile "ballata Morrisoniana" che rimane l'eterno marchio di fabbrica, e diventa garanzia di successo come spiega In Tiburon. Nel finale anche qualche passaggio jazz, Look Behind the Hill, una spruzzatina di blues e soul in Going Down To Bangor (il brano pi¨ bello a mio parere), il morbido R'n'B della frizzante e orecchiabile Too Late e la strumentale, conclusiva Caledonia Swing.

Un altro sacro mattone alla piramide di musica che Van Morrison lascerÓ all'umanitÓ.


    


<Credits>