Kacy & Clayton
Carrying On
[
New West
2019]

kacyandclayton.com

File Under: country folk duo

di Fabio Cerbone (01/10/2019)

 

A vederli così, incorniciati in quella copertina volutamente "retromaniaca", nella grafica da vinile fine sixties, nascerebbe il cattivo pensiero di liquidarli come l’ennesimo recupero di suoni e visioni appartenuti ad epoche lontane. Noi che abbiamo imparato a conoscerli bene, dall’esordio promettente di Strange Country all’affermazione con The Siren’s Song, sappiamo che dalla musica di Kacy Anderson e Clay Lithicum si irradia una eco viva di folk rock e ballate rurali perdute, ma anche una capacità tale di renderle fuori del tempo che il divario con i classici non è affatto pura imitazione. Questi ragazzi canadesi, cugini per nascita, coppia artistica in simbiosi, sembrano avere letteralmente assorbito storie, dinamiche, immaginario di uno stile, per innervarlo di nuova linfa. Se ne è accorto Jeff Tweedy (Wilco) - non uno qualunque nel mettere il proprio tempo a disposizione del duo Kacy & Clayton - il quale, dopo essere stato folgorato da questa loro capacità di sintesi, li ha persino convinti che erano “bravi quanto gli artisti da cui stavano attingendo l'ispirazione”.

Parole esagerate o meno, Carrying On è il secondo episodio che prende forma presso il famoso The Loft di Chicago, studio casalingo dei Wilco dove Tweedy non ha fatto altro che lasciare emergere l’intesa del duo nei ricchi dettagli di voci e chitarre, nel rincorrersi denso di parole, sospiri e narrazioni dalle immense praterie del Saskatchewan, luogo di origine che continua ad essere fonte di illuminazione per le loro composizioni. E il sound di Carrying On è la prima cosa che colpisce davvero: qualche centimetro ancora più avanti nella metamorfosi elettrica che era già in atto con il predecessore The Siren’s Song, sempre meno strettamente acustico come agli esordi e sempre più caratteristico nel sottolineare il lavorio costante del bravissimo Lithicum alla sei corde, quel garbuglio di twang country e anima blues, di folk elettrico e musica “cosmica” che ammaliante si sposa con la vocalità estatica e languida di Kacy Anderson.

Prendeteli come dei nipotini imprevisti del linguaggio rock che un tempo si fece agreste e psichedelico tra America e Inghilterra, come se le coppie artistiche fra Emmylou Harris e Gram Parsons e Richard & Linda Thompson si fossero scambiate i rispettivi partner: solo così fioriscono gli aneliti di The Forty Ninth Parallel e della stessa Carrying On, il mistrero dei rintocchi di High Holiday e di una sospesa The South Saskatchewan River (in entrambe alla voce solista un indolente Clay Lithicum), i palpiti di In a Time of Doubt e di una incalzante e cristallina Intervention. Disco breve e omogeneo nelle atmosfere come ci avevano abituati in passato, dieci brani in presa diretta o quasi, con la sezione ritmica formata da Andy Beisel (basso) e Mike Silverman (batteria), Carrying On esprime tutta l’immediatezza di Kacy & Clayton nell’elaborare il nuovo materiale, rodato dal vivo nei due anni di tour che lo hanno precededuto e impresso su album senza disperdere il calore dei sensi.

Tweedy ha svolto un compito egregio e si percepisce tutto nei riverberi e nell’ambiente sonoro, ma il resto è merito soltanto delle canzoni, che possiedono davvero qualcosa di antico e magico, moderne folk song che rievocano vicende di famiglia e di radici in Providence Place, Mom and Dad Waltz #2, ma soprattutto nella chiusura da eccitazione country con That Sweet Orchestra Sound, omaggio al nonno di Kacy e alle band rurali che allietavano il dopo lavoro fra campi e ranch del Saskatchewan. Impossibile a questo punto ignorarli: Carrying On chiude idealmente un trittico discografico in crescendo.


    



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