Speciale Dusty Records

Riprendiamo la nostra serie di speciali dedicati alle piccole etichette del panorama roots: oasi felici che si dedicano alla scoperta di piccoli talenti ed onesti gregari del rock delle radici, senza precisi piani di marketing e curando soprattutto il rapporto umano con gli artisti. Questa volta non ci spostiamo oltre oceano, ma rimaniamo nel cuore dell'Europa del nord: la Dusty Records è una label svedese che oltre ad avere un interessante catalogo, pubblica una serie di compilations molto seguite nel circuito no depression e si dedica alla distribuzione nel proprio paese di un consistente numero di uscite indipendenti.
Vi presentiamo: Enzendoh, Billy Eli e Rockin' at The Barn Vol.3

www.dustyrecords.se


Enzendoh - In The Middle of Nowhere 1/2
 

"Nel mezzo del nulla": gran bel titolo, anche se un poco abusato, che delinea, senza troppi giri di parole, paesaggi western e chitarre impolverate, ma soprattutto che presenta, ci crediate o meno, uno dei dischi roots-rock più freschi e brillanti ascoltati di recente. Il fatto è che gli Enzendoh sono svedesi al 100%, dimostrando ancora una volta la capacità del rock'n'roll delle radici di essere un linguaggio universale. Lo stretto legame con la tradizione musicale americana può essere solo un ideale e a volte ancora più forte degli originali, perchè diventa stato mentale e copre le lacune culturali e linguistiche con una passione che è tutta nelle chitarre poderose di Owe Wulff e Ronny Wiklund. In the Middle Of Nowhere è il loro secondo lavoro: pur non essendo a conoscenza degli esordi, il primo commento a fronte di queste canzoni è una maturità invidiabile. Roots-rock vibrante e prettamente chitarristico, una produzione limpida che mette al centro la melodia e l'ottima voce di Owe Wullf. Il background affonda nel country-rock arcigno di Neil Young e dei Crazy Horse, nello Steve Earle operaio di una quindicina d'anni fa (da sentire The Luckiest Guy), anche se i primi nomi che saltano in mente sono piccoli campioni dell'alternative-country come Bottlerockets (le ringhiose bar songs A new day coming up e Blue nights) e Say Zu Zu. Sedici canzoni, un disco molto lungo, forse troppo, con qualche momento di empasse, ma una media decisamente alta, con almeno due o tre gioiellini, tra cui si segnalano l'epica Out in The Light e una Just another guy in odore di blue-collar rock alla Del Lords. Complimenti.




Billy Eli - Trailer Park Angel
 

A volte ritornano! Come tanti desaparecidos ed outsiders del rock'n'roll Billy Eli aveva fatto perdere ogni traccia di se, dopo un brillante esordio per la nostrana Club de Musique, Something's Goin On, onesto e scorrevole compendio roots-rock dal Texas, diviso tra radici country, battito stradaiolo e sensibilità da songwriter di provincia. Nel frattempo Billy si è sposato, ha avuto due figli e tutto il tempo per ripensare al suo talento da artigiano del rock'n'roll, che sarebbe stato uno spreco non sfruttare ancora. Metteteci pure la concorrenza spietata che si deve sopportare dalle parti di Austin, dove non esiste angolo della città in cui non si esisbisca qualcuno, e capirete presto il lungo silenzio. Trailer Park Angel è fatto con le stessa ricetta del passato: c'è il profumo della strada (I'm still here), gli orizzonti del border messicano (Lost song #19), un country-rock dalle sonorità seventies ed un impasto elettro-acustico che tiene sempre presente la melodia. Le ballate sono il suo punto di forza: hanno il senso del viaggio nelle vene e ti mettono addosso una voglia matta di partire, destinazione non meglio precisata. Goin' out to California esemplifica la sua filosofia, ma anche il resto, seppure senza particolari picchi creativi o di orginalità, si mantiene su livelli di onestà inconfutabili: chitarre scintillanti ed un piano in sottofondo incrociano a meraviglia in Hey Maria e scalpitano nelle ruspanti That's what I think too e Madison.

www.billyeli.com




A.A.V.V. - Rockin' At The Barn vol.3 1/2
 

Uno dei punti di forza della piccola etichetta svedese questa serie di compliation dedicate al mondo del roots-rock più defilato ed indipendente. Si tratta in gran parte di materiale inedito e nuove registrazioni ad opera di diversi artisti americani e non solo, dei quali all'interno del booklet vengono fornite le informazioni necessarie sulla loro discografia ufficiale, i contatti personali e le eventuali etichette di riferimento. Il contenuto è chiaramente molto eterogeneo, spaziando su tutta la linea di demarcazione tra roots music e rock'n'roll, anche se il minimo comune denominatore è il basso profilo di notorietà degli artisti coinvolti. In generale si privilegia un country-rock fatto in casa (James Rider), honky-tonk music un po' smargiassa (Barn Burners, Power of Ten, The Boilers) e del rock'n'roll da saloon (Robert Jackson), con rari spunti d'inventiva: ironia della sorte, gli episodi più accattivanti sono ad opera di gruppi svedesi quali i già citati Enzendoh ed Hanif. Tra la compagine americana si difendono bene The Mary Janes e Chaz & the Motorbikes, gruppi poco noti, ma con una discreta esperienza alle spalle che gioca a loro favore. Just for fun.