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Annie & The Caldwells
Can't Lose My (Soul)
[Luaka Bop 2025]

Sulla rete: annieandthecaldwells.com

File Under: gospel family


di Pierpaolo Tineli (28/08/2025)

L’esordio discografico di Annie & The Caldwells, intitolato Can't Lose My (Soul), è uscito a marzo di quest’anno per Luaka Bop, etichetta fondata, nell’ormai lontano 1989, da quell’artista ed intellettuale a tutto tondo che è David Byrne. Grazie a lui ed ai suoi collaboratori sono stati ripubblicati album sottovalutati o dimenticati, facendo riemergere dalle nebbie dell’oblio alcuni artisti che necessitavano di una riscoperta: Shuggie Otis, Os Mutantes e Tim Maia... Per altri particolari sulla storia dell’etichetta consiglio una visita al suo sito internet che contiene anche un’interessante intervista al fondatore David Byrne.

Tra gli artisti esordienti che hanno raggiunto una meritata visibilità grazie alla pubblicazione dei loro lavori su Luaka Bop ci sono appunto Annie & The Caldwells. Si tratta di una tipica formazione di gospel, i cui membri appartengono tutti alla stessa famiglia, attiva e conosciuta da tempo nelle funzioni religiose di varie chiese del Mississippi. Annie Brown in Caldwell è la matriarca del gruppo, affiancata alla chitarra dal marito Willie Caldwell e dai figli; i due maschi alla sezione ritmica e le figlie alle armonie vocali. Annie è cresciuta lei stessa in una famiglia religiosa e devota (la mamma era pastore evangelista) e ha cominciato a cantare in chiesa con fratelli e sorelle da quando aveva dodici anni, avendo ormai alle spalle cinquant’anni di carriera, ma non da professionista.

Tutti i membri della famiglia cantano e suonano per diletto, anzi, forse è meglio dire per vocazione, ed hanno altri impieghi per mantenersi (Annie ha un negozio di abbigliamento), ma si tratta a tutti gli effetti di un gruppo che può essere considerato come uno dei (tanti) tesori nascosti del gospel della periferia degli Stati Uniti d’America. Per noi ascoltatori europei (che tendiamo a classificare questo genere alla stregua di folklore), Can't Lose My (Soul) potrebbe essere considerato, dato anche il titolo, come un “semplice” album di musica soul con accenti blues, ma i testi e l'intensità interpretativa sono inequivocabilmente puro distillato gospel.

E’ un lavoro caratterizzato da un fervore mistico palpabile e da una sincerità ai limiti della naïvete, dove la “mastodontica” voce solista di Annie sovrasta tutto e tutti, senza però far sfigurare i cori e le armonie vocali delle figlie e l’accompagnamento strumentale, scarno ma efficace, degli uomini di famiglia a dare ritmo e intensità ai brani. In ognuno di essi si percepiscono un’emozione e un trasporto incredibili, frutto di un affiatamento che scaturisce letteralmente dalla familiarità dei membri del gruppo. Impressionante poi il crescendo del brano finale, Dear Lord, che dà la sensazione di trovarsi nel bel mezzo della celebrazione liturgica, in una di quelle chiese in mezzo al nulla del profondo Sud statunitense.

Non vorrei sembrare troppo enfatico, ma questa uscita di Luaka Bop ha veramente reso giustizia a una famiglia di artisti dimenticati dalla Storia, ma non dal fiuto e dalla sensibilità di Byrne e soci, che dobbiamo ringraziare per aver reso disponibile a tutti noi questo gioiello di 35 minuti concisi, ma densissimi e coinvolgenti.



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