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Big Daddy Wilson
Smiling All Day Long
[Continental Blue Heaven 2025]

Sulla rete: bigdaddywilson.com

File Under: blues with a soul


di Matteo Fratti (05/11/2025)

Non esitiamo a scomodare la parola “capolavoro”, quando approfondiamo l’ascolto di questo nuovo disco di Big Daddy Wilson. In circolazione dagli inizi di ottobre infatti, Smiling All Day Long, del bluesman della Carolina del Nord è davvero una piacevole scoperta: non solo per gli ospiti che vi sono coinvolti (in qualche modo, un sodalizio “atlantico” che funziona meglio della NATO!) ma anche perché il fulcro della band non sono altro che i Goosebumps Brothers, cioè gli italiani Nolli – Legramandi – Taccori, nelle retrovie del lotto come nelle migliori formazioni calcistiche (di un tempo). Ma se oggi né la geopolitica né il calcio funzionano, ascoltando album così ci rincuoriamo che un mondo diverso sia ancora possibile, ed è forse la funzione stessa del blues e della musica, che Big Daddy Wilson riporta davvero in auge, con lucidità.

All’anagrafe Wilson Blount (com’è a firma di una dozzina di pezzi, sui quattordici del disco) è stato per molto tempo militare di stanza in Europa, dove s’è avvicinato al blues in età matura, e in qualche modo da un’altra prospettiva, com’è stato per autentici bluesman afroamericani come Eric Bibb, altro “europeo” d’adozione. Se quest’ultimo si era però stabilito con la moglie a Stoccolma (lui di New York), Wilson ha “messo su casa” in Germania, dopo aver conosciuto il lavoro nei campi della realtà rurale di Edenton (N.C.) arruolatosi poi prestissimo nell’esercito. In un tempo come questo, ritorna allora intenso lo sguardo oltreoceano che pure noi, appassionati d’America, poniamo interrogativo al di là dal mare: che fine ha fatto quella nostra America? Sappiamo che c’è ancora, ma rischia d’essere altrettanto oppressa, quanto nei secoli bui che il blues non s’è mai rassegnato ad accettare.

Ne coglie invero il testimone, Big Daddy, e unisce le forze in una bellissima collaborazione, non solo proprio con Bibb, appunto, ma con ospiti come Robbie McIntosh, Steve Baker, Hans Theessink, oltre ai nostri Goosebumps. Un punto di vista privilegiato, attraverso la musica nel cuore della sua “missione”: non più al soldo dell’esercito, ma strumento di pace. C’è un’impronta sociale nei testi, come negli arrangiamenti, evocativi e brillanti di un blues raffinato, intriso di gospel, al marchio di un entourage euro-americano in piena libertà espressiva, regalandoci all’ascolto, un gioiello di speranza. Ci basti il manifesto poetico della title-track, inno di gratitudine e benedizione, luminosa come un raggio di sole dai vetri e pieno stile Bibb. Ma profonda è pure Hard Time Done Come, altro discriminante simbolico nell’America di oggi, il dopo George Floyd come se nulla fosse cambiato.

Prende a piene mani questi temi, Wilson, e li trasforma, come per magia, nell’animo più vero del blues. Inni di lotta, come fossimo nel solco di una nuova canzone di protesta, e l’acustica Walking, col chitarrista Hans Theessink, o Can We Live In Peace (eccellente ballad pianistica) giungono al dunque. Ma sono anche i sentimenti più intimi, che rivisitano l’amore nel soul di By Your Side e ritorna il piano in My Imagination, a farne quasi un crooner. Gran disco, autenticamente black, a regalar sorprese che neppure ci aspettavamo da queste angolazioni, e nemmeno abbiamo voluto rivelarvi in toto. Solo cogliere, come un fiore sul cammino.



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