Due piccoli EP riportano gli Hüsker Dü in
un momento critico della loro storia, che è sempre stata spinta ai limiti.
All’alba del 1985 sono all’apice della creatività e nello stesso tempo
a un punto di non ritorno. Le forme delle canzoni cominciano a definirsi
con maggiore accuratezza, e questo è un percorso in qualche modo ineluttabile
per due grandi songwriter come Gran Hart e Bob Mould. New Day Rising
e Flip Your Wing hanno tracciato un progresso in quella direzione
senza sulla togliere alla carica elettrica che ha distinto gli Hüsker
Dü e alla genialità di Zen Arcade.
La porzione collocata su First Ave Pt. 1 attinge a quei
due album e il fatto che sia indicata come una prima parte lascia intendere
che ci sarà un seguito. In effetti qui si tratta soltanto di un quinto
di quel concerto di Minneapolis, concluso tra l’altro con Eigh Miles
High dei Byrds e Helter Skelter e Ticket To Ride dei
Beatles. Qui vengono riportate solo Every Everything, Makes
No Sense At All da Flip Your Wing e Terms Of Psychic Warfare,
Powerline e Books About UFOs, dieci minuti di fuoco. Energia,
compattezza e un muro di suono, ma è solo il 30 gennaio: prima della
fine dell’anno gli Hüsker Dü cambiano ancora pelle.
A testimonianza di un periodo fruttuoso e intenso, nel concerto del
3 novembre a Salt Lake City suonano una parte consistente di quello
che diventerà Candy Apple Grey, poi pubblicato giusto all’inizio
del 1986. Flip You Wing e New Day Rising sono ancora gli
album che costituiscono tre quarti del repertorio, ma probabilmente
nel tentativo simbolico di sottolineare la svolta, Nov. 3 Salt
Lake City riporta soltanto cinque brani che poi confluiranno
su Candy Apple Grey, ovvero Don’t Want To Know If You’re Lonely,
I Don’t Know For Sure, Hardly Getting Over It, Sorry
Somehow, Eiffel Tower High. Il volume è quello di una rock’n’roll
band con una missione nel pieno di una mutazione non inaspettata, ma
comunque imprevedibile. In entrambi i casi si tratta di un assaggio,
però lascia intravedere, direttamente dal vivo, come l’evoluzione musicale
degli Hüsker Dü fosse ormai irreversibile. Proprio Candy Apple Grey
e, ancora di più, Warehouse: Song and Stories dimostreranno che
erano sulla strada giusta, ma che erano anche arrivati di fronte a un
limite invalicabile.
Questi due EP funzionano un po’ come boe di segnalazione di quel tragitto
tempestoso che, tra l’altro, condurrà alla fine degli Hüsker Dü, ma
hanno il difetto non trascurabile dell’incompletezza che, mai come in
questo caso, sarebbe necessaria. Per quello sarà utile attendere il
box già annunciato per la fine dell’anno di cui, evidentemente, questi
EP sono soltanto anticipazioni.