Acquista (#pubblicità)
Condividi
 

   

Hüsker Dü
Jan. 30, First Ave Pt. 1 // Nov.3, Salt Lake City
[The Numero Group 2025]

Sulla rete: instagram.com/thenumerogroup

File Under: growin' up


di Marco Denti (07/08/2025)

Due piccoli EP riportano gli Hüsker Dü in un momento critico della loro storia, che è sempre stata spinta ai limiti. All’alba del 1985 sono all’apice della creatività e nello stesso tempo a un punto di non ritorno. Le forme delle canzoni cominciano a definirsi con maggiore accuratezza, e questo è un percorso in qualche modo ineluttabile per due grandi songwriter come Gran Hart e Bob Mould. New Day Rising e Flip Your Wing hanno tracciato un progresso in quella direzione senza sulla togliere alla carica elettrica che ha distinto gli Hüsker Dü e alla genialità di Zen Arcade.

La porzione collocata su First Ave Pt. 1 attinge a quei due album e il fatto che sia indicata come una prima parte lascia intendere che ci sarà un seguito. In effetti qui si tratta soltanto di un quinto di quel concerto di Minneapolis, concluso tra l’altro con Eigh Miles High dei Byrds e Helter Skelter e Ticket To Ride dei Beatles. Qui vengono riportate solo Every Everything, Makes No Sense At All da Flip Your Wing e Terms Of Psychic Warfare, Powerline e Books About UFOs, dieci minuti di fuoco. Energia, compattezza e un muro di suono, ma è solo il 30 gennaio: prima della fine dell’anno gli Hüsker Dü cambiano ancora pelle.

A testimonianza di un periodo fruttuoso e intenso, nel concerto del 3 novembre a Salt Lake City suonano una parte consistente di quello che diventerà Candy Apple Grey, poi pubblicato giusto all’inizio del 1986. Flip You Wing e New Day Rising sono ancora gli album che costituiscono tre quarti del repertorio, ma probabilmente nel tentativo simbolico di sottolineare la svolta, Nov. 3 Salt Lake City riporta soltanto cinque brani che poi confluiranno su Candy Apple Grey, ovvero Don’t Want To Know If You’re Lonely, I Don’t Know For Sure, Hardly Getting Over It, Sorry Somehow, Eiffel Tower High. Il volume è quello di una rock’n’roll band con una missione nel pieno di una mutazione non inaspettata, ma comunque imprevedibile. In entrambi i casi si tratta di un assaggio, però lascia intravedere, direttamente dal vivo, come l’evoluzione musicale degli Hüsker Dü fosse ormai irreversibile. Proprio Candy Apple Grey e, ancora di più, Warehouse: Song and Stories dimostreranno che erano sulla strada giusta, ma che erano anche arrivati di fronte a un limite invalicabile.

Questi due EP funzionano un po’ come boe di segnalazione di quel tragitto tempestoso che, tra l’altro, condurrà alla fine degli Hüsker Dü, ma hanno il difetto non trascurabile dell’incompletezza che, mai come in questo caso, sarebbe necessaria. Per quello sarà utile attendere il box già annunciato per la fine dell’anno di cui, evidentemente, questi EP sono soltanto anticipazioni.




<Credits>