The Deslondes
Hurry Home
[
New West
2017]

www.thedeslondes.com

File Under: retro roots

di Fabio Cerbone
(13/07/2017)

La languida melodia pianistica di Muddy Water, quasi un controsenso rispetto all'immaginario che un simile titolo potrebbe suscistare, apre le danze del secondo album dei Deslondes. Il quintetto a trazione country di New Orleans, rivelatosi due anni fa con l'omonimo lavoro sempre su New West, ha spostato leggermente di lato il baricentro della sua musica, senza peraltro stravolgere di un millimetro quella patina un po' vintage che colorava il loro sound, un compromesso affascinante fra l'aria umida della Lousiana e la grande tradizione di Nashville. Tuttavia qualcosa sfugge in questa dozzina e poco più di canzoni, che sono meno frizzanti dell'esordio, più inclini alla nostalgia e alla riflessione, qualche volta compromesse con un po' di mestiere per il pubblico Americana, lasciando meno stupiti anche a livello strumentale.

Là dove il debutto si connotava per un effervescente intruglio di hillbilly music e swamp sudista, blues delle paludi e country&western, figlio della natura da hobos dei singoli musicisti (la band si è letteralmente formata sulla strada e tra i fetsival a tema folk americani), oggi invece i Deslondes hanno scelto un'alternanza fra piccoli piaceri retrò come One of These Loseome Mornings, armonie sixties e inediti accenti surf (This Ain't a Sad Song, Ribbon Creeks Collide, Nelly) e disinvolte marcette che pescano ancora nel bacino multicolore di New Orleans (Every Well, il rock'n'roll primitivo con tanto di organetto fuori moda di Hurriucane Shakedown). La musica è sempre pervasa da quel senso di laid back e fedeltà alle radici che fa parte di questi musicisti vagabondi, cinque elementi che si avvicendano anche nella scrittura e nel canto, svelando quindi un songwriting variegato anche se coerente con lo stile Deslondes nel suo insieme.

Hurry Home, sorta di classico anelito al ritorno a casa del musicista, dopo il lungo tour seguito all'affermazione del loro esordio, vive dunque di questa condivisione fra i singoli membri, una selezione di brani che ha subito una scrematura nelle tappe successive che hanno condotto la band a incidere fra Austin, New Orleans e Nashville. Quello che ci saremmo aspettati però da Sam Doores, Riley Downing, Dan Cutler, John James Tourville e Cameron Snyder era forse un po' di coraggio in più: l'annuncio di un cambio di rotta con il quale Hurry Home viene presentato non corrisponde poi ai risultati. E nel finale, tra la romantica e melliflua Just in Love With You, i languori country di Beautiful Friend e del walzer Dejà Vu and a Blue Moon, l'impressione è che la vivacità del gruppo si affievolisca stancamente. Seguitiamo a credere che i Deslondes possano giocare un ruolo diverso fra le nuove leve roots, a loro il compito di stupirci la prossima volta.


    


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