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Michael McGovern
Thin White Road
[Cauldron Music 2025]

Sulla rete: michaelmcgovernmusic.bandcamp.com

File Under: scottish folksinger


di Remo Ricaldone (11/11/2025)

Scozzese di Glasgow, Michael McGovern aveva debuttato nel 2021 con un disco che, nonostante fosse figlio del lockdown, inciso ‘a casa’ con l’aiuto in veste di produttore del chitarrista Bill Shanley, aveva ricevuto ottimi riscontri sia tra gli addetti ai lavori, sia tra i colleghi musicisti. Grande eco aveva avuto alla BBC Scotland grazie a Ian Anderson, che lo aveva nominato tra i migliori dischi usciti in quel periodo e parole gratificanti erano state anche quelle dell’irlandese Paul Brady, che ne aveva sottolineato le qualità espressive e liriche. Ora a distanza di quattro anni Michael McGovern propone un lavoro che è un deciso passo in avanti in fatto di arrangiamenti, con il coinvolgimento di una buona serie di musicisti che contribuiscono a creare un suono dalle tonalità più ariose seppur in un ambito in cui non si eccede troppo e si mantiene quel mood prettamente acustico, con la felice produzione che vede il fido Bill Shanley affiancato dal tecnico del suono Cal Roden.

Significativo è certamente il brano che apre l’album e ne dà il titolo, quel Thin White Road che inizia con gli arpeggi di acustica e ben presto assume la forma di un folk-rock reso più corposo dal sax di James Steele. Un clichè che vede la tradizione scozzese fare spesso capolino tra le righe ma che non disdegna collegamenti, non solo dal punto di vista di liriche introverse ed intime che punteggiano il disco, con due nomi a cui Michael McGovern viene accostato come Leonard Cohen e Laura Marling. E’ quindi un folk-rock gustoso e decisamente piacevole, che potrà fare proseliti tra coloro che hanno apprezzato Waterboys e Mumford & Sons per restare da questa parte dell’Atlantico.

La maturità e la facilità di scrittura sono gli aspetti che maggiormente sono da sottolineare, probabilmente facilitate da un forte legame con la propria terra scozzese e la scelta di privilegiare un luogo di registrazione come la bellissima isola di Lewis nelle Ebridi anziché un più "comodo" studio cittadino va proprio in quella direzione. Gli intrecci chitarristici che vedono il nostro supportato dal produttore Bill Shanley e da Scott C. Park, entrambi anche al basso, sono la base di un suono su cui vengono innestati il sax a dare coloriture più rock e il fiddle di Ali Caplin è inevitabilmente il punto di unione con i riferimenti più tradizionali.

Scorrono con naturalezza quindi i dieci brani che compongono Thin White Road, con The Harbour a rimarcare legami con il citato Cohen, la più movimentata I Made A New Friend che potrebbe rimandare ad alcune cose dei conterranei edimburghesi Proclaimers e le belle melodie di Ode To Laurie e di The Death Of Ann Miller che oltretutto si avvalgono di un incrocio efficace di folk e di rock, portando a considerare l’album un'interessante prosecuzione nel percorso di affermazione di Michael McGovern all’interno del panorama roots europeo.



<Credits>