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The Autumn Defense
Here and Nowhere
[Yep Roc 2025]

Sulla rete: theautumndefense.com

File Under: california breeze


di Fabio Cerbone (01/11/2025)

Dura da sempre la vita delle creature artistiche parallele alla band principale, ancora più complicata la faccenda se a tenere in piedi il progetto non è il leader riconosciuto, magari in un momentaneo periodo di libera uscita, ma qualche “gregario” di lusso, che giustamente ritene sia arrivato il suo momento di gloria. Sia chiaro, John Stirratt e Pat Sansone, fulcro degli Autumn Defense, sono dei fuoriclasse, sia nel loro strumento (rispettivamente basso il primo, chitarre e tastiere assortite il secondo), sia nel songwriting applicato, ma nessuno potrà negare che l’impegno con i Wilco si sia preso tutte le attenzioni e il tempo a disposizione, per non dire di un Jeff Tweedy che soltanto un mese prima dei compagni ha dato alle stampe un debordante triplo album solista, sul quale tutti naturalmente hanno puntato i riflettori.

Dunque fa poca notizia, ed è un vero peccato, il sesto album degli Autumn Defense, per giunta pubblicato a undici anni di distanza dall’ultimo dispaccio intitolato Fifth: proprio quando l’avventura del duo, nata quasi per caso nel 2001 con il debutto indipendente di The Green Hour, sembrava ambire a più di un estemporaneo scambio di passioni, il progetto era stato accantonato in ragione di una pausa indefinita. Here and Nowhere per fortuna si ravvede e torna con il passo trasparente e californiano dei giorni migliori, tra il Laurel Canyon rivisitato di The Ones e l’agitarsi power pop di una I'll Take You Out Of Your Mind che ha studiato alla scuola di culto dei Big Star di Alex Chilton.

Tutt’altro che un “dopolavoro” da coltivare con il permesso dei Wilco, semmai un raffinato contenitore di suoni e canzoni con una propria identità, in questa occasione The Autumn Defense regalano l’album migliore dell’intera produzione insieme all’omonimo del 2007: c’è ancora l’amata stagione della West Coast che si affaccia in lungo e in largo, le sfumature pop che incedono nelle rotondità di certi Steely Dan (e mettiamoci pure, senza vergogna, gli America), Crosby Stills & Nash a spargere semi acustici di languida psichedelia e qualche reminiscenza “beatlesiana” che non guasta mai. Le voci sono calibrate al millimetro, le chitarre occhieggiano ai Byrds, la nostalgia dolciastra non supera mai il livello di guardia e l’intelligenza sonora del duo è troppo esperta per scadere in una maldestra emulazione.

Registrato “per sbaglio” a Nashville dallo stesso Pat Sansone insieme a Stirratt, con la sezione ritmica completata dai collaboratori storici James Haggerty e Greg Wieczorek, Here and Nowhere potrebbe tranquillamente uscire da un studio di Los Angeles intorno alla metà dei Settanta e nessuno avrebbe da recriminare: Old Hearts e Winter Shore hanno l’aria dolce di un’alba sull’oceano Pacifico, In the Beginning deborda persino in un pop rock sofisticato, con tanto di archi zuccherosi, che tira per la giacchetta i Supertramp, ma il cuore degli Autumn Defense batte per quel misto di chitarre cristalline ed effluvi folk rock che in Hearts Arrive tornano al California dreamin’, prima di sciogliersi nella leggera foschia della Baia di San Francisco con More Than I Can Say.

Agrodolci e sognanti come ci aspetterebbe, le armonie del duo sono per anime gentili e non per orfani del rock’n’roll, ma non pensiate che qui chitarre e carezze pop vadano in cortocircuito, perché tutto magicamente si ricompone. Prova ne sia il trittico finale (nell’edizione in cd e digitale, mentre l’lp propone dieci tracce e una download card per il brano mancante), crescendo che offre la portata migliore dell’intero Here and Nowhere: Love Lies è un ottovolante di bellezza folk rock, Raven of the Wood saltella gioiosa a ritmo country rock e ci infila una sei corde di cui sarebbe andato fiero Clarence White (Byrds) ed infine Ever Flowing Light è una lezione di equilibrio power pop concentrata in quattro minuti, un po’ come far convivere voci melodiose, scintillii di chitarre e archi senza apparire minimamente di maniera.




<Credits>