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James McMurtry
The Black Dog and
The Wandering Boy

[New West 2025]

Sulla rete: jamesmcmurtry.com

File Under: songwriting's lessons


di Fabio Cerbone (20/06/2025)

Siete in cerca di un corso accelerato su come scrivere una canzone che non scada dei soliti cliché sull’amore, i sentimenti e l’egocentrismo dei propri pensieri? Prendete un biglietto per il Texas e chiedete di James McMurtry: vi insegnerà qualcosa su come parlare di un South Texas Lawman che va a caccia di quaglie, oppure su un meccanico spiantato (The Color of the Night) che non sa come mantenere la sua "Hollywood girl" troppo esigente, o ancora su come immaginarsi la favola di Pinocchio calata nella giostra di Las Vegas (Pinocchio in Vegas).

Gigante del songwriting Americana, da più parti celebrato per una carriera di una coerenza inattaccabile e ormai portato in braccio anche dall’ultima generazione (Jason Isbell ne ha riconosicuto più volte l’influenza), McMurtry è uno storyteller che rovista fra stralci di poesie, ricordi personali, immagini pubbliche e vicende di cronaca, ricavandone qualsiasi dettaglio, insignificante soltanto in apparenza, per chi non sa essere altro che banale, buono invece per imbastire una canzone che si sviluppi come un romanzo in miniatura. Certo, essere cresciuto in una casa sommersa di libri e con un padre scrittore, titano della letteratura western, come Larry McMurtry, deve avere avuto i suoi vantaggi, compreso il “lusso” di rispolverare un vecchio schizzo di Ken Kesey - proprio quello di Qualcuno volò sul nido del cuculo, eroe della controcultura 60s, che spesso faceva tappa nei suoi viaggi psichedelici a casa dell’amico Larry in Texas – come copertina del suo nuovo album.

Il ragazzino ritratto sulla cover di The Black Dog & the Wandering Boy è proprio il giovane James, che ha scoperto il disegno grazie alle ricerche della matrigna Faye (guarda caso prima moglie di Kesey e poi compagna di Larry McMurtry) e l’ha immediatamente collegato all’omonima canzone, un classico blues rock di casa McMurtry che racconta un’allucinazione ricorrente del padre, ormai sul letto di morte e colpito da demenza senile. Ci vuole del coraggio anche solo a pensarlo un brano così, ma James non si è mai tirato indietro, anche quando c’è da rimestare nel fango americano e fra le tragedie della nazione, come avviene per il ripescaggio (la canzone ha certamente una genesi lontana) di Annie, ritratto di una morte a distanza, lei in Nebraska e le torri del World Trade Center a New York sbriciolate sotto gli occhi atterriti del mondo, oppure per una Sons of the Seconds Sons che prende per le corna la questione dell’immigrazione che ha costruito le fondamenta di un’intero paese che ancora si contorce fra lo sventolio della bandiera a stelle e strisce.

Raccolta meno coerente a livello tematico rispetto al precedente The Horses & the Hounds - album tra i vertici della sua carriera e di preponderante impatto rock - con liriche che oggi sembrano provenire da più punti di osservazione, anche temporale, The Black Dog and the Wandering Boy sceglie la produzione di una vecchia conoscenza come Don Dixon (aveva lavorato con James per Where You’d Hide the Body?, album del 1995), perde per strada le chitarre di David Grissom (ma c’è ancora Charlie Sexton in un cameo) e si compatta attorno alla live band di McMurtry, con la seconda voce femminile di BettySoo.

La via di uscita ricorda molto da vicino i suoi album della seconda metà dei 90, da It Had to Happen a Saint Mary of the Woods, fermo restando che le differenze sono spesso impercettibili e l’intransigenza sonora di James McMurtry (quante volte è stato rivoltato il ritmo di una Back to Coeur d’Alene? Quante volte abbiamo sentito la melodia di una ballata quale Sailing Away?) più che un limite è semmai una sceneggiatura a prova di bomba in cui far muovere versi e personaggi. Oggi forse con una penna meno fiammeggiante, e che ricorre anche a due cover, la torrida drug song Laredo, a firma dell’amico Jon Dee Graham, e il piccolo classico in omaggio all'amato Kris Kristofferson, Broken Freedom Song, rispettivamente ad aprire e chiudere la scaletta, eppure, una volta ancora, lineare rispetto a quel lungo percorso “narrativo” che ha reso McMurtry un punto fermo, irrinunciabile, della canzone d’autore di area roots.




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