Venticinque
anni sono passati da quanto Shake Hands with Shorty, il primo disco
dei North Mississippi Allstars e quello che li ha fatti conoscere
in tutto il mondo, è stato pubblicato, e l’anno prossimo saranno anche
trent’anni di carriera del piccolo combo dei fratelli Dickinson. Doppio
anniversario quindi, da festeggiare con un nuovo disco, scritto e registrato
nello spirito degli esordi, come dichiara lo stesso Luther Dickinson,
chitarrista e cantante della band.
In tutti questi anni, tanti musicisti hanno suonato con i due fratelli
originari della Hill County, musicisti con un pedigree ben radicato nel
blues come Cedric Burnside e Garry Burnside, o altri più rock come Chris
Chew, Berry Oakley Jr. (Allman Betts Band) e Oteil Burbridge (Allman Brothers
Band, Dead & Company), senza contare le partecipazioni di artisti come
Shemekia Copeland, Robert Kimbrough tra gli altri. Allo stato attuale
i North Mississippi Allstars sono composti, oltre che da Cody e
Luther Dickinson, da Joey Williams (direttore musicale e chitarrista
dei Blind Boys of Alabama) e Ray "Ray Ray" Holloman (già chitarrista di
Eminem). Il rispetto per i NMAS lo si vede anche dalla lunga lista di
leggende della musica mondiale che hanno condiviso il palco con loro tra
cui Phil Lesh, Mavis Staples, Robert Plant, Buddy Guy, John Hiatt, Snoop
Dogg, Chris Robinson.
Se non avete ancora visto Luther e Cody dal vivo, vi siete persi la loro
dimensione migliore, libera, selvaggia e votata alla pura improvvisazione.
Le loro jam sul palco sono difficilmente trasportabili su disco, e questo
forse è sempre stato il punto debole dei lavori in studio della band.
Dagli inizi legati fortemente alla musica di RL Burnside, Junior Kimbrough,
Otha Turner e Fred McDowell, i due si sono creati un proprio spazio, mescolando
il "blues delle colline" a rock e psichedelia, usando lo studio
di famiglia, lo Zebra Ranch, come base per registrare i loro dischi ma
anche per produrre altri artisti e allargare la loro “comune” musicale.
Difficilmente Robert Johnson riconoscerebbe la sua Preachin’
Blues nella versione accelerata e funk dei NMAS, ma è un inizio
perfetto per la band. Così come la cover di Stay All Night di Junior
Kimbrough, con il nipote Robert alla chitarra, ci riporta ai loro inizi,
un territorio assolutamente familiare per i due Dickinson. Con il passare
degli anni e una sopraggiunta maturità, i due hanno affinato sempre più
la scrittura di r&b mid-tempo, e in particolare qui riprendono un loro
brano del 2017, Pray for Peace, e aggiungono anche un inedito,
Still Shakin’, che ci fa ben capire
le qualità del songwriting dei due Dickinson. Notevole la versione funkeggiante
di K.C. Jones (Part II) con Jojo Herman
al clavinet, in omaggio a Furry Lewis, e non poteva certo mancare anche
un tributo a RL Burnside con la classicissima Poor Boy. L’influenza
sicuramente più forte di tutti per Luther e Cody però è stata quella del
padre, Jim Dickinson, e a lui è dedicata la chiusura del disco, la struggente
Monomyth, suonata sul suo pianoforte
a coda nel quindicesimo anniversario della sua morte.
Gli album dei North Mississippi Allstars vogliono essere un’istantanea
del gruppo e del momento in cui si trovano, più che un’indicazione della
strada verso cui sono diretti. Semplici, spontanei, senza troppi fronzoli,
esattamente come la musica del Mississippi con la quale sono cresciuti
e che ci piace sempre riascoltare.