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Snocaps
Snocaps
[Anti records 2025]

Sulla rete: snocaps.bandcamp.com

File Under: indie-rock twins


di Fabio Cerbone (01/12/2025)

Difficile quasi distinguerle quelle voci, tanto le timbriche sembrano sovrapporsi all’unisono, restituendo un’intesa musicale che ci ricorda il legame famigliare di Katie e Allison Crutchfield, da Birmingham, Alabama. Un tratto di strada comune, la passione per l’espressione delle proprie fragilità attraverso le canzoni, poi due destini separati per diversi anni. È dunque con po’ di sorpresa e senza troppi annunci che sul finire di questo 2025 appaia questa collaborazione sotto lo pseudonimo di Snocaps per le gemele Crutchfield, una dozzina di brani (e un piccolo stralcio acustico in chiusura) che hanno riunito due percorsi distinti: Katie la più “celebrata”, con il sucecsso crescente in ambito indie rock e americana della sua creatura Waxahatchee; Allison la più appartata e indipendente, alla guida del progetto Swearin’ e poi la sopraggiunta scelta di starsene dietro la quinte della discografia.

Ma un principio comune lo avevano avuto proprio laggiù in Alabama, nelle canzoni condivise con la band che le tenne a battesimo, P.S. Eliot, giorni di tumulto punk ed educazione alternative rock dentro cui formare il proprio gusto di autrici. Due album soltanto, tra il 2009 e il 2011, e poi ciascuna per la sua strada, fino a questo inaspettato Snocaps, album omonimo messo insieme con l’apporto decisivo degli amici Brad Cook (che produce e all’occorrenza suona basso e batteria) e MJ Lenderman (chitarre assortite), coppia di musicisti in grado di offrire il bagaglio di spunti e trucchi per rendere la raccolta scintillante e luminosa tanto quanto il folk-rock espresso dalle due sorelle.

Un album candido, semplice nella struttura, melodiosamente elettrico e delicato nelle tematiche, che ritorna ai giorni dell’adolescenza di Katie e Allison Crutchfield, come annuncia una irresistibilmente “grungy” Coast, da qualche parte tra le Breeders e tutta l’epopea alt-rock degli anni Novanta. Canta Allison, ma come anticipato la distinzione è ininfluente per un risultato artistico che pensa con una sola testa, mentre Katie/Waxahatchee armonizza e crea un corpo unico.

La fanciullesca attitudine, che potremmo anche azzardarci a defnire pop, del duo avanza nel sobbalzare di Heatcliff, mentre in Wasteland Katie “strappa” il microfono e ci riporta alle atmosfere del suo recente Tigers Blood. Le chitarre (ormai Lenderman dove mette mano non sbaglia un intervento) restituiscono un luccicchio da jingle jangle byrdsiano e non disdegnano un’inclinazione power pop, alternando intimità folk ed estasi rock: Brand New City è la sintesi migliore della questione, Cherry Hard Candy, Avalanche e lo spensierato piglio di Over Our Heads e You in Rehab seguono a stretto giro e quando voci e melodie allentano la morsa e si aprono alle carezze dell’anima, nascono piccoli gioielli di intensità “americana” come Doom e Angel Wings.

Una manciata di show annunciati per la fine dell’anno saranno l’unica opportuità, pare, di apprezzare le Crutchfield in questa loro estemporanea riunione di famiglia, poi Snocaps tornerà da dove è venuto, fra i ricordi della loro gioventù in Alabama, magari pronto a risorgere musicalmente come un’ulteriore e improvvisa scoperta fra qualche stagione.




<Credits>