Gingersol
Nothing Stops Moving
Idea Prone
2001



La curiosità è nata dai numerosi riscontri di pubblico e critica registrati sulla rete, sempre e comunque a livello indipendente: il disco è stato un piccolo best seller per un seguitissimo sito di vendita on line dedicato al circuito Americana, ponendo il nome dei Gingersol tra le giovani grandi promesse di quel nutrito mondo del rock provinciale alternativo. La formazione è californiana e trova il suo punto di riferimento principale in Steve Tagliere, songwriter della situazione, a cui fa da contraltare Seth Rothschild, a tempo pieno chitarrista e tastierista della band, oltre che produttore dello stesso Nothing Stops Moving. Si tratta già del secondo lavoro, a cui proprio in questo periodo dovrebbe fare da seguito un nuovo episodio, che pone senza remore i Gingersol tra quelle formazioni dedite ad un roots-rock di confine: non eccessivamente immischiati nella tradizione e nel medesimo tempo non troppo sbilanciati verso il lato alternativo della loro anima musicale. Sono in definitiva una classica guitar-band, che fonde sonorità roots (Too close to call), con ogni probailità acquisite da inensi ascolti di Neil Young e dei suoi Crazy Horse (Do you burn?), con mire decisamente pop ed un'attitudine mainstream rock che spesso richiama paragoni con gruppi quali Soul Asylum e Buffalo Tom (Help me push the car, Bring me along). Le pause acustiche, intervallate da frequenti scariche elettriche, subito addolcite dalle melodie di Tagliere, sembrano aver preso lezioni dalla scuola dei Replacements e di quel genio incompreso di Paul Westerberg (esemplare Never gonna let you down), icona rinnegata del rock americano di questi anni. Agili ed onesti, non credo però i Gingersol abbiano sfornato un capolavoro nascosto della provincia rock.

www.gingersol.com