Joseph Parsons
Live In Europe
Blue Rose
2000



Conoscevo francamente molto poco di questo songwriter di Filadelfia, con alle spalle già tre lavori di studio, l'ultimo dei quali, 5am, ha segnato il debutto per l'instancabile etichetta tedesca. Live in Europe raccoglie le testimonianze di numerose esibizioni tenute durante il tour del 99 in Germania, dove il buon Joseph sembra godere di un seguito di culto. Spartano nella presentazione e nel contenuto, sarebbe un torto presentare questo disco come una specie di unplugged, perchè se è vero che il perno delle performances restano la voce e la chitarra acustica del protagonista, alle spalle gira a mille una solida rock'n'roll band (da citare soprattutto la sezione ritmica con Scott Bricklin al basso e Ronny Crawford alla batteria). Un disco rock a tutti gli effetti, graffiante e carico di energia, che raccoglie materiale da tutti i suoi lavori solisti, ci aggiunge qualche cover d'eccezione (molto bella Jokerman di Dylan e dignitose Don't let it bring you down di Young e Rain dei Beatles) ed accontenta i fans con un brano inedito. Piace in primo luogo il trasporto nell'interpretazione e il vigore della voce di Joseph Parsons, che copre con sicurezza diversi territori musicali: ballate urbane molto seventies nelle atmosfere (200 miles, la bella Can't keep her gone, Caught out in the rain) spunti pop (Boy next door, Borderline), rock al dente (Wheter you will), qualche inflessione soul blues (Late last night) ed un gusto alla jam che di questi tempi fa sempre piacere (soprattutto nel finale di disco). Un buon talento al servizio di canzoni intriganti: i suoi dischi di studio vengono descritti come più sperimentali ed arrangiati, ma dal vivo è un vero rocker.