Tarbox Ramblers
Tarbox Ramblers
Rounder
2000

 

Fulminante! Non trovo altre parole per descrivere il debutto di questa formazione, originaria del Massachussets, ma con una veste sonora intrisa di spirito sudista dalla testa ai piedi. In compagnia di Ramsay Midwood (fate un pensierino sul suo disco per la Glitterhouse), uno dei piccoli gioielli di american music usciti dall'anonimato nel 2000. Sotto la sigla Tarbox Ramblers si nascondono quattro paladini delle radici più vere: chitarre acustiche ed elettriche (Michael Tarbox), basso ( Johnny Sciascia), batteria e percussioni varie (Jon Cohan) e violino (Daniel Kellar), con l'aggiunta inoltre di possedere quattro splendide voci sono le loro uniche armi a disposizione. Sbucati a sorpresa dal più oscuro e profondo sud, hanno fagocitato e fatto indigestione di tutto il campionario musicale uscito da quella terra nell'ultimo secolo. Il loro esordio è pervaso dalla prima all'ultima nota di una freschezza e passione invidiabile, suona alla grande, rivede classici di pubblico dominio (mr. Dave Alvin insegna qualcosa…), passando in rassegna hillibilly e jug music, country blues,delta blues e rock'n'roll senza fare una piega. La partenza appartiene alla scuola delle produzioni Bloodshoot: Jack Of Diamonds e Honey In The Rock sfoggiano un sound fuori tempo e razzolano nelle radici bianche e nere del rock'n'roll, ma quando arriva Third Jinx Blues la nave cambia rotta e sembra di stare in un disco della Fat Possum, blues ipnotico che la voce e la chitarra di Michael Tarbox fanno aumentare di temperatura. Da qui in poi ci si accorge del grande eclettismo della band nel rivedere i diversi stili della tradizione sudista: dall'hillibilly (fondamentale il violino di Daniel Kellar) di Columbus Stockade al country blues di Oh Death, da una splendida rilettura di un classico della folk music quale St. James Infirmary alle pesanti ombre del furioso stile blues di Burnside in No Harm Blues e Down South Blues, chiudendo il cerchio alla grande con Jug Band Music, ricordo di tempi e musicisti lontani eppure vivissimi nell'anima di questi nuovi cavalieri delle radici americane. Da cercare e custodire gelosamente.