inserito 10/12/2008

Bonnie Prince Billy With Harem Scarem and Alex Neilson
Is It the Sea?
[
Domino/ Self
 2008]



A conferma della totale avversione di Will Oldham, in arte Bonnie Prince Billy, per le buone regole del business musicale, ecco spuntare nel giro di pochi mesi una seconda registrazione dal vivo, Is It the Sea?, che si affianca a quel Wilding in the West catturato nel corso della tournè californiana del 2007 con i suoi musicisti più fidati. Tutto ciò senza contare nel frattempo la pubblicazione dell'ultimo, splendido capitolo di studio, Lie Down the Light. Recriminazioni su una certa inflazione discografica a parte, ci troviamo di fronte ad una scaletta quasi completamente rivoluzionata, fatta eccezione per un paio di brani, ma soprattutto al cospetto di una collaborazione estemporanea che può sicuramente attirare le attenzioni degli estimatori di Bonnie Prince Billy. Si tratta infatti della testimonianza del tour tenutosi in Scozia e Irlanda nella primavera del 2006, in cui per l'occasione Oldham si fece accompagnare dall'ensemble locale degli Harem Scarem, quintetto folk di autentica estrazione tradizionale e con il solo Alex Neilson (batteria) a tenere i legami con il suo entourage passato.

Ne scaturisce un disco dal forte accento british folk, come prevedibile, che può rappresentare senza alcun dubbio una discontinuità con altre registrazioni live dal catalogo di Bonnie Prince Billy (ad esempio il più ombroso ed elettrico Summer in the Southeast in coppia con Matt Sweeney), anche perché l'approccio degli Harem Scarem (Sara McFayden al fiddle e banjo, Nuala Kennedy al flauto e tastiere, Eilidh Shaw al fiddle, Inge Thomson alla melodica, Ross Martin alle chitarre) sembra fare la spola fra antico e moderno, piegando la tradizione alla sensibilità particolare di un folksinger quale Oldham. Da qui prendono forma le lunghe suite di Cursed Sleep, My Home is the Sea e del traditional Molly Bawn, episodi che si dilatano fino a sfiorare gli otto minuti, inseguendo melodie circolari ed un crescendo di intensità emotiva che trova la sua ragione d'essere non soltanto nella parte strumentale - trasparente, semplice e ricca al tempo stesso - ma anche nell'interpretazione vocale. Essenziale infatti il contorno delle voci femminili, che si incastrano con quella sempre così fragile e disarmante del protagonista principale.

Il trattamento così riservato a piccoli classici quali A Minor Place o Arise Therefore (qui innalzata ad inno agreste di intensa luminosità) si arricchisce di sfumature, accentuando quella lenta ma inesorabile trasformazione della musica di Bonnie Prince Billy da una tortuosa, introversa e scura forma indie-folk a qualcosa di estremamente affine alle sue fonti di ispirazione. Di questo passo la commovente Love Comes to Me, New Partner e Master and Everyone sottolineano il vigore della scrittura di Will Oldham, fermando su disco un attimo di grande forza esecutiva, reso palpabile anche dal calore degli applausi del pubblico. Is It the Sea? non è più necessario di quanto non lo fossero già le altre testimonianze dal vivo: è soltanto un'altra brillante tessera di un importante puzzle musicale.
(Fabio Cerbone)

www.myspace.com/princebonniebilly
www.dominorecordco.com

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