Quella dei Love Tractor è stata una delle
band storiche di Athens, Georgia. Formata nel 1980 dai chitarristi Mike
Richmond e Mark Cline, entrambi studenti della locale Università, non
ha avuto la popolarità dei R.E.M. o dei B-52’s, ma ha dato un contributo
importante alla nascità della scena di rock alternativo della città, incidendo
sei album e girando anche come spalla dei gruppi sopra citati. Proprio
durante un tour Mike Richmond si è reso conto di essere stanco
dello stile di vita del musicista, ha lasciato la band e si è dedicato
allo studio, guadagnandosi un diploma in storia dell’arte e trovando lavoro
nella biblioteca dell’Università di Athens.
Tuttavia, ha partecipato alla reunion della formazione e ha continuato
a comporre per conto suo, approfondendo la scrittura durante il periodo
del Covid. Ha inciso un album che per ora è rimasto in archivio finchè
un giorno, imparando a suonare Blind Willie McTell di Bob Dylan,
è rimasto folgorato dalla frase “le stelle sopra gli alberi spogli erano
il suo unico pubblico” e ha capito che gli artisti dipingono, scrivono
poemi o canzoni perchè amano farlo, non perchè hanno un pubblico. Un’idea
semplice che spiega come l’arte di Van Gogh o di Emily Dickinson non sia
stata apprezzata nella loro epoca… Eppure hanno continuato a creare, essendo
apprezzati solo in seguito.
Così è nato Without An Audience, un disco influenzato dal
Sud degli Stati Uniti e dalle sue contraddizioni, specialmente nei testi
e nelle atmosfere. Voce e chitarra sono state registrate in diversi momenti
in studio ad Athens; in seguito sono stati aggiunti i contributi di amici
come Joe Rowe (The Glands) alla batteria, David Barbe (Sugar) al basso,
John Neff (Drive By Truckers) alla pedal steel, Adam Poulin (Grassland
String Band) al violino e Ben Hackett (New Madrid) al basso e tastiere.
Le canzoni di Mike sono semplici e di facile presa, pur avendo un pizzico
di eccentricità e un fondo di ironia; le chitarre hanno un suono cristallino,
la voce è sobria e colloquiale.
Dall’apertura blues-rock di All For You con
un testo che vale come presentazione di una band sul palco (quindi in
contraddizione con il titolo del disco), alla chiusura della lunga Maiden
Voyage che ripercorre nel testo autobiografico la sua esperienza
in Marina (prima di entrare nei Love Tractor), Richmond crea un disco
scorrevole e rilassato, a volte troppo uniforme, ma complessivamente riuscito
in cui spiccano la quieta (e obliqua) It’s Never
Too Late To Finish Last, la ritmata title track, You Are
Not Alone, caratterizzata dall’armonica dylaniana di Neil Rosenbaum
e da tonalità vocali che ricordano Michael Stipe, la ballata country Oh
Well con la pedal steel protagonista, come nell’up-tempo Small
Southern Towns, omaggio alle cittadine del Sud, e ancora l’ipnotica
Murder In The Forest che ricorda il drammatico episodio dell’omicidio
di una ragazzina di Athens e la bluesata 5 Hammers.