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Andrea
Marti
Traditional
Man
[Club de Musique 2008]

Mi piace, mi piace questo ragazzo dentro a discapito dell'età anagrafica,
che arriva al debutto discografico solista dopo trent'anni di musica,
fatta, scritta, suonata e mai incisa da lui. Per il suo approccio disincantato
ed ironico nel raccontarsi e raccontare, per la bellezza delle sue canzoni,
per i suoni familiari e i pards che si è scelto per questa avventura:
su tutti i suoi concittadini Paolo Bonfanti con le sue chitarre,
Giorgio Ravera all'Hammond, chitarre e pianoforte, Rosalba Grillo e Alessandro
Pelle (la sezione ritmica della Paolo Bonfanti band) e gli altri amici
che hanno lasciato anche solo un contributo, come Alberto Giordano, chitarre
elettriche, Martino Coppo, mandolino, Arturo"Tato" Capelli, violino.
Le canzoni di Andrea Marti sono indubbiamente figlie del suono
che si porta dietro da sempre, il country rock scoppiettante ed allegro
che troviamo nell'apertura di Dust From The
Page, l'intreccio elettroacustico, che ce lo rivela eccellente
polistrumentista sulle corde d'acciaio, per la sottilmente malinconica
Desert Ballads. Night
Trains Don't Bring You Nowhere insiste in questa direzione
con più decisione ed è davvero un bel sentire; Little
Jimmy Again è nella sua semplicità e linearità direi quasi
perfetta,c on le chitarre prima acustiche poi elettriche che si rincorrono
e si fondono, un po' il leit motiv sicuramente piacevole dell'intero disco
in questione. Traditional Man è più
sbarazzina restando una grande canzone, un pezzo così vorrebbe averlo
scritto il Darrell Scott di Alhoa From Nashville. Raincoats
è un piccolo capolavoro, più introspettiva, ci svela l'anima più cantautorale
di Andrea Marti con un solo all'acustica di Paolo Bonfanti davvero da
brividi. Provo, Utah ha il passo di
una cavalcata in cui le chitarre elettriche sono più protagoniste, ma
amalgamandosi allla perfezione nel tessuto del brano non lo appesantiscono
assolutamente.
Si ritorna ad atmosfere acustiche con il bel dobro che brilla sulle note
di An Angel When She Sing, pregevole
anche lei, mentre In Time To Come
è un'altra ottima dimostrazione del talento di Andrea che qui trova veicolo
nel delizioso intrecciarsi dell'acustica di Paolo Bonfanti e di quella
di Giorgio Ravera con la sua. Gli unici episodi leggermente sottotono
sono Three Vipers In My Heart e I
Wrote A.M. On Every Wall, sterzate decise verso un rock più
sanguigno fatto di elettriche sature e suono indurito la seconda, con
un certo equlibrio ma staccata dalla media dell'album, almeno in termini
di sonorità la prima.
Un plauso senz'altro alla Club De Musique di Courmayeur, sempre attenta
a scovare queste bellissime realtà nascoste e per Andrea Marti...beh adesso
che si è deciso ad aprire lo scrigno delle sue canzoni, con un risultato
così che non ci faccia aspettare troppo prima di darcene altre!
(Gabriele Buvoli)
www.andreamarti.com
www.clubdemusique.com
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