:: Recensioni

Vai alle altre rubriche:

Consulta anche:
Il blog HighwayItaly

Ultime novità:

Cheap Wine


Ismael


Dave Moretti Blues Revue


Dany Franchi Band


Francesco Piu

Il resto della ciurma:
La Rosa Tatuata
Veronica Sbergia and The Red Wine Seerenaders
Verily So
Pulin & The Little Mice
The Remington
The Comet
Giulia Millanta
Matt Waldon
Massimiliano Larocca
Michele Anelli & Chemako
Alessandro Battistini
Little Angel & The Bonecrashers
Milanese Re Bertolotti
Reverend & The Lady
The Piedmont Brothers Band
Mandolin' Brothers
Paolo Bonfanti
Soul Pains
Angelica Mente
Massimo Valli
Fabrizio Poggi & Chicken Mambo
Miami & The Groovers
Marco Corrao
Luca Milani
Cesare Carugi
2Hurt
Taccona Blues band
Paola Ronci
Dodo Harmonica Kid & Gluck
Lorenzo Bertocchini
Sugar Ray Dogs
Luca Rovini
Evasio Muraro
Manuel Volpe
Lovespoon
Ernesto De Pascale
Fano
Stephane TV & Martiné records
Pietro De Luca & Big Fat Mama
Hernandez & Sampedro
J Sintoni
Ruben Minuto & Matteo Ringressi

W.I.N.D.
The Field/ Thomas Guiducci/ Marcello Milanese/ The Running Chickens
Mojo Filter
Daniele Tenca
Lux
Andrea Van Cleef
Orchestra del Rumore Ordinato
Don Juan and The Saguaros
Alex Cambise
0039
Mad Tubes
James River Incident
Maria Olivero
Nerves & Muscles
Cheap Wine
Chiara Giacobbe
Wanna Be Startin' Something
Johnnie Selfish & The Worried Men

Archivio "Made in Italy"

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Home page
powered by FreeFind

Made in Italy   cose di casa nostra

 
 

Letlo Vin
Songs for Takeda
[Letlo Vin 2014]

www.letlovin.com

File Under: a man in black

di Domenico Grio (28/10/2014)


Disco d'esordio, dieci brani a narrare la tragica vicenda di un amico morto suicida, quasi cinque anni per venirne a capo e poi quel nome, quel Letlo Vin che non può non suonare come una solenne evocazione al Re Inchiostro gotico e violento, al Nick Cave innamorato ancora delle pistole e del sangue ma vicino allo spunto catartico, alla parziale redenzione d'ispirazione Coheniana. Si presentava quindi ricco di aspettative questo Song For Takeda, ma c'era anche la concreta paura di trovarsi di fronte ad un lavoro troppo pretenzioso, in cui l'eccessiva spinta emotiva dell'artista finisse proprio per costituire un limite espressivo invalicabile. In parole più semplici, un progetto così strutturato poteva condurre solo a due risultati: all'inabilità emozionale dell'autore o alla perfetta sintonia passionale tra lo stesso e l'ascoltatore. Letlo Vin riesce a portare al giusto grado di maturazione le proprie tribolazioni sentimentali, ad usare il suo dramma esistenziale per conferire maggiore liricità alle composizioni ed invadere con ragionata perizia lo spazio spirituale del proprio uditorio. Se a ciò aggungiamo che le dieci canzoni di questo album sono, per struttura e ricerca melodica, dieci piccoli gioielli, costruiti sul solco della migliore tradizione roots americana, non possiamo non cedere all'evidenza di trovarci di fronte ad un lavoro di qualità elevata, faticosamente riconducibile ad un esordiente.

Le tinte sono inevitabilmente scure e se da un lato risulta persino scontato il richiamo a Johnny Cash ed epigoni vari, dall'altro non si possono non evidenziare le similitudini con quella corrente dark-country in voga nella metà degli anni novanta e duemila che ha visto tra i caposcuola band come i Willard Grant Conspiracy e, soprattutto, i Sixteen Horsepower. Rusty World Seeds, Roll Over my Devils e Brix, sembrano infatti uscire dalle session di Let it Roll (Willard Grant Conspiracy - 2006) o Folklore (Sixteen Horsepower - 2002) e davvero suonano alla grande. Stesso incedere, stesso approccio teatrale ed epico, stessa cruda espressività vocale, Letlo Vin è una sorta di Eugene Edwards (il cantato è davvero simile), meno integralista a livello musicale e certamente più disposto a far filtrare squarci di luce nella propria visione drammatica del mondo (It Won't Last Long). Nessun calo di tensione, l'album fila dritto coma una pallottola. Bella ed evocativa è Your Mama Saw you There mentre Friday Night ha il passo fiero dei canti dei nativi americani. Blue Xmas Time è un sussurro che ricorda un po' le pallide sonorità dei Mojave 3 di Ask me Tomorrow, Takeda è la dichiarazione d'amore verso l'amico scomparso e la conclusiva So Far Away rappresenta l'elaborazione definitiva del lutto, il necessario ritorno alla vita.

Ottima anche la produzione del disco, affidata agli stessi musicisti che hanno dato vita al progetto, vale a dire Max Carinelli (alias Letlo Vin), autore di tutti i brani, Lorenzo Raimondi e Gianluca Buoncompagni, così come è giusto menzionare Nick Petersen (già in studio con Bon Iver) a cui è stato affidato il mastering dell'album. "Per "Songs for Takeda", il mio primo album, non ho attuato nessuna particolare ricerca sonora e tantomeno desiderato essere moderno, originale, trendy" racconta Letlo Vin, il quale aggiunge: "Ho semplicemente suonato quello che sono, che è anche frutto di quello che ho ascoltato. Ho avuto poi la fortuna di incontrare persone che come me suonano esattamente quello che sono, rendendo il tutto ancora più spontaneo" Amerete Song for Takeda, questo è certo ma più ancora apprezzerete l'onestà intellettuale di chi condivide la sua arte con passione e dedizione, di chi fa correre sullo stesso binario talento e coerenza, tutta merce, come ben noto, piuttosto rara ai nostri giorni.