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Andrea Van Cleef
Tropic of Nowhere
[Rivertale Productions 2018]

rivertale.net

File Under: classic rock

di Pie Cantoni (20/02/2018)

Andrea Van Cleef, cantante, chitarrista/bassista e songwriter di Brescia, calca già da molto tempo le scene musicali italiane ed europee con diverse formazioni, tra i quali Van Cleef Continental e Humulus, viaggiando fra stoner, rock, psichedelia. Qui si presenta con un disco solista, Tropic of Nowhere, levando molti degli orpelli dei generi sopra citati e presentando brani più nudi e semplici, in formazione ridotta, ma sempre attingendo a sonorità d'oltreoceano. La band che lo accompagna è composta da Andrea Braga alle tastiere, Giorgio Finulli al basso, Matteo Melchiori alla batteria, e alla realizzazione dell'album hanno partecipato anche diversi musicisti americani, dai cori ai fiati alle chitarre (i fratelli Del Castillo, della band Chingòn e protagonisti delle colonne sonore del regista Robert Rodriguez), dando una mano in fase di arricchimento del tessuto del lavoro finale.

Tropic of Nowhere è in realtà il secondo disco solista dopo Sundog del 2012. E come suona? Sicuramente bene, con brani che girano senza intoppi toccando molte delle anime dell'artista. La prima traccia è I Wanna Be Like You, un rock tirato di blackkeysiana memoria, sotto dose massiccia di steroidi, con tastiere in bella mostra. Ma i brani veloci non finiscono qui. Friday è come se Elvis suonasse il rock alla frontiera fra Stati Uniti e Messico con gli ZZ Top di spalla. E anche I Am The Speed Of Light è su questa linea, sebbene qui risaltino di più gli influssi stoner o hard rock anni '70 di Andrea. Trombe mariachi (dell'ospite Stacy Sauceda) arricchiscono invece la strumentale Queen Of The Dune Larks, fra Calexico e Giant Sand. E Paranoid, originale cover del brano dei Black Sabbath, segue lo stesso filone con trombe e seconda voce spagnola da parte di una cantante (Vanessa del Fierro) che fa da contraltare a quella di Van Cleef.

Siccome non c'è due senza tre, Get Some Sleep conferma che la frontiera con il Mexico è per il cantante bresciano terra prodiga di ispirazioni. The Highest Score e Wrong Side Of a Gun sono le canzoni più cantautorali e intimistiche, mentre Tropic of Nowhere, alla fine del disco, è un brano molto dilatato con derive folk-progressive alla Traffic (in particolare la coda strumentale) e chiosa questo secondo lavoro solista lasciandoci un senso di spazi dilatati e di tempo sospeso, con i quali fare i conti e tirare le somme di quanto abbiamo appena ascoltato.

Il risultato finale suona incredibilmente convincente. La voce di Andrea Van Cleef, bassa e avvolgente, vale già il prezzo del biglietto. Con questo Tropic of Nowhere è riuscito in maniera esemplare a mixare tante anime musicali americane, senza suonare scolastico o di maniera (forse il cantato in spagnolo potrebbe suonare "modaiolo", ma siamo sicuri che sono altre le ragioni per il quale è stato inserito). L'autore ci fa capire chi sono i suoi modelli e a quale bacino musicale attinge, ma grazie a questo bagaglio di esperienza intraprende un viaggio per raggiungere mete differenti. Ottima prova solista quindi di Andrea Van Cleef: capita di rado di trovare dischi così interessanti, da una parte o dall'altra dell'oceano.