:: I nostri speciali

 


Gli speciali di RootsHighway:

Through the Years 2000-2019
I vent'anni di RootsHighway, un anniversario speciale

RootsHighway Desert Island
I 100 dischi da Isola Deserta di RH

Rock Noir
Incubi metropolitani e luci al neon

100 dischi da Strade Blu
Parte I, 1970- 1979
Parte II, 1980-1989
Parte III, 1990-1999


Documentari, visioni, approfondimenti


Baz Luhrmann
Elvis

Lee Daniels
Gli Stati Uniti contro Billie Holiday

Darden Smith
Western skies: orizzoonti americani

Welcome to the Beat Hotel: l'avventura parigina dei Beat

Nomadland: i discendenti di Tom Joad

Respect: il biopic di Aretha Franklin al cinema

Aretha Franklin: Amazing Grace

Greetings from Austin: a sicilian-texan rockabilly Odyssey


Interviste e reportage concerti:


The Rolling Stones, Live in San Siro, Milano

The Delines
Andrea Parodi
Joachim Cooder
Trasimeno Blues 2020
North Mississippi Allstars
Graham Nash
Chari Blues Festival
The Dream Syndicate
Tedeschi Trucks Band
The Long Ryders
Steve Forbert
Seasick Steve
Eric Bibb
Jim White
Andy White
Delta Moon
Courtney Marie Andrews
Carter Sampson
Dan Stuart
Carrie Rodriguez
Daniele Tenca
Danni Nicholls
The Orphan Brigade
Hollis Brown
Maurizio "Gnola" Glielmo
Steve Wynn
Mary Cutrufello
Brant Croucher
Basko Believes
Lynne Hanson
The Vacant Lots
Massimiliano Larocca
Matt Harlan
Fabrizio Canale
Wyatt Easterling
Paolo Bonfanti
Speciale Dirtmusic e Glitterbeat
Bottle Rockets
Luca Milani
Daniele Tenca
Cesare Carugi
Evasio Muraro
Amanda Pearcy
Lowlands
Francesco Piu
Stiv Cantarelli
Cary Hudson
Mojo Filter
Daniele Tenca
Light of Day/ Rob Dye
Jonny Kaplan
Don Dilego
Luther Dickinson (NMAS)
Ryan Purcell
Ashleigh Flynn
Massy Ferguson
Tito & Tarantula
Elliott Murphy
Kenny White
Evasio Muraro
Maurizio Gnola Glielmo
Massimo Priviero
Jesse Malin
Michele Gazich
The Maldives
Drive-By Truckers
Falling Martins
The Duke & The King
Chris Cacavas
Evasio Muraro
Mandolin' Brothers
James Dunn
Will Hoge

Archivio inteviste

RootsHighway Revisited
I dischi dell'anno di RH (2000-2017):


RootsHighway best of 2021
RootsHighway best of 2020
RootsHighway best of 2019
RootsHighway best of 2018
RootsHighway best of 2017
RootsHighway best of 2016
RootsHighway best of 2015
RootsHighway best of 2014
RootsHighway best of 2013
RootsHighway best of 2012
RootsHighway best of 2011
RootsHighway best of 2010
RootsHighway best of 2009
RootsHighway best of 2008
RootsHighway best of 2007
RootsHighway best of 2006
RootsHighway best of 2005
RootsHighway best of 2004
RootsHighway best of 2003
RootsHighway best of 2002
RootsHighway best of 2001

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Home page

Postcards   interviste, speciali , racconti live
Condividi
 
 

Tinsley Ellis
Blues train from Georgia


a cura di Paolo Baiotti (16/05/2022)


Georgiano di Atlanta, Tinsley Ellis è dalla fine degli anni Ottanta uno dei chitarristi di blues e rock più apprezzati del sud degli Stati Uniti. Dopo avere esordito con The Heartfixers, ha avviato una proficua carriera solista con Georgia Blue, pubblicato dalla Alligator nell’88, seguito da Fanning The Flames e Trouble Time. Recentemente è uscito Devil May Care che lo riconferma come uno dei protagonisti più affidabili del genere. Abbiamo avuto la possibilità di contattarlo via mail per un’intervista con l’aiuto di Mark Lipkin della Alligator, che ringraziamo per la collaborazione.


L'intervista

Buongiorno Tinsley e grazie per la disponibilità. Ho letto che quando la pandemia ti ha costretto a rinunciare al tour di Ice Cream In Hell, hai iniziato a riascoltare la musica che ti ha ispirato. Puoi indicarmi le tue principali influenze?

Ho ascoltato un sacco di blues e rock influenzato dal blues, musica dei tardi anni Sessanta e dei primi Settanta: BB King, Peter Green, Mike Bloomfield, Allman Brothers Band.

Hai veramente scritto 200 canzoni nuove? A questo punto hai parecchi dischi pronti per essere registrati!

Sì è vero. Ho scritto più o meno 200 canzoni e sto ancora scrivendo.

Devil May Care è uno dei dischi migliori della tua carriera. Forse perché hai potuto scegliere tra molte canzoni?

In effetti è così. Non essendo in giro, c’è stato parecchio tempo per concentrarsi sulla scrittura.

Sento una notevole influenza della Allman Brothers Band in alcune tracce: mi riferisco a One Less Reason, JuJu, Just Like Rain. Hai suonato con la ABB, i Gov’t Mule, Derek Trucks…possiamo dire che fai parte della famiglia?

Sì, ho suonato con tutti queste band e artisti e li considero come cari amici e collaboratori.

Sei un maestro delle ballate, brani come Don’t Bury Your Love o Slow Train To Hell dal nuovo album. Spesso scegli di finire un album con un brano lento…un’ottima idea!

Sono cresciuto in un periodo in cui era abituale mettere una ballata alla fine di ogni facciata di un album. E io continuo a farlo.

Kevin McKendree è presente negli ultimi dieci anni della tua carriera. Suonate insieme anche dal vivo?

No, partecipa solo alle registrazioni. Non abbiamo mai fatto un concerto pubblico insieme.

Sei abituato a registrare con la tua band o preferisci utilizzare dei session men?

I dischi che hanno avuto un’accoglienza migliore sono quelli che ho registrato con la mia touring band.

Stai pianificando un lungo tour visto che la pandemia sembra meno pericolosa?

Abbiamo appena terminano quaranta date per promuovere il nuovo disco. E abbiamo in programma una bella serie di festival per la prossima estate.

foto: © Tinsley Ellis Facebook

Hai iniziato la tua carriera con The Alley Cats e The Heartfixers nell’81. Eri il leader di queste formazioni?

No, ero il più giovane in entrambi i casi. Per me è stata soprattutto un’esperienza formativa.

Pensi che la tua musica sia cambiata nel corso degli anni? A mio avviso partendo dal blues adesso suoni un genere più complesso e articolato.

Mi piacciono vari generi musicali. Ma la musica basata sul blues resta la mia preferita.

Ritengo che la tua voce sia migliorata parecchio in questi 40 anni.

Ti ringrazio, lavoro parecchio per migliorare il mio modo di cantare.

Georgia Blue è stato l’inizio di un lungo rapporto con la Alligator che è ancora la tua casa discografica. Perché tra il 2013 e il 2018 hai deciso di formare una label, Heartfixer Music?

Io incido i dischi e la Alligator decide se li vuole pubblicare oppure no. Tutto funziona molto meglio quando sono su Alligator. Sono molto bravi a promuovere i loro artisti.

In passato hai lavorato con produttori molto conosciuti come Eddy Offord e Tom Dowd. Ti è servito per imparare a produrti da solo?

Ho imparato qualcosa sul modo di incidere da ogni produttore con il quale ho lavorato. Tom Dowd è stato il migliore che ho avuto, ma ho ottenuto il successo commerciale più rilevante quando ho lavorato con Eddy Offord.

Si può dire che A Quitter Never Wins (da Storm Warning) sia la tua canzone più venduta, anche per la versione di Jonny Lang?

Assolutamente sì, ha superato i due milioni di copie e sono molto orgoglioso che John Mayall l’abbia interpretata sul suo ultimo disco.

C’è stato un momento cruciale nella tua carriera?

Il punto di svolta è stato quando ho firmato per la Alligator nel 1988. Prima ero un artista locale. La Alligator ha portato la mia musica ovunque.

Hai suonato con molti ottimi musicisti. Quali ricordi con maggiore soddisfazione?

I miei ricordi migliori sono legati a Oliver Wood, Warren Haynes, Derek Trucks, Richie Hayward e Chuck Leavell.

Come vedi l’attuale situazione del blues? Ci sono giovani artisti che apprezzi?

Tra i miei giovani bluesmen preferiti ci sono Kingfish Ingram e Jontavious Willis.

Prevedi di tornare presto in Europa? E cosa mi dici riguardo all’Italia?

Non ho mai suonato in Italia, mi piacerebbe molto, speriamo che si riesca a organizzare.

L’ultima domanda: stai già preparando un nuovo album o sei focalizzato sulla promozione di Devil May Care?

Sto scrivendo delle canzoni per un nuovo disco che dovrebbe uscire alla fine del 2023 o inizio 2024.