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  The C. Zek Band
Samsara
[Andromeda Relix 2020]

Sulla rete: christianzekband.com

File Under: 70s rock vibes


di Fabio Cerbone (23/06/2021)

Si potrebbe partire direttamente dalla title track, Samsara, titolo sufficientemente evocativo nell’anticiparne i contenuti: strumentale in due parti, un’introduzione guidata dal dialogo fra synth e pianoforte con accenti jazz, quindi i sette minuti dello sviluppo tematico vero e proprio, chitarra e sezione ritmica che emergono in primo piano per un viaggio tra rock cosmico e sudista che pesca a piene mani dall’eredità jam degli anni Settanta. Sulla linea immaginaria tracciata da Allman Brothers Band e Little Feat e che approda ai giorni nostri di Gov’t Mule e Derek Truckes Band, l’esperienza italiana della C. Zek Band, dal nome del principale animatore Christian Zek Zecchin (chitarre soliste, sintetizzatore e voce), si propone come credibile e attuale traduzione nostrana di quel sound, forte di una qualità compositiva e soprattutto strumentale che sembra già mostrare una certa maturità.

Peccato davvero non avere al momento l’occasione di mettere alla prova questi brani dal vivo, ma stanno tornando quei momenti e allora la musica di Samsara acquisirà persino più forza, ne siamo certi, come è naturale che sia per una proposta artistica di questo tipo. Ritmica solida e dal facile interplay con il resto della band (Nicola Rossini al basso ed Enea Zecchin alla batteria), le coloriture essenziali dell’ottimo Matteo Bertaiola all’organo Hammond e Fender Rhodes, la seconda voce passionale e dalla carica soul di Roberta Dalla Valle (la troviamo in primo piano nell’apertura di In the Storm e nell’abbondante colata funky di Feel So Good) The C. Zek Band, nata nel 2015 dalla precedente avventura del trio Almost Blue e al debutto discografico nel 2017 con Set You Free, ha pubblicato il qui presente Samsara lo scorso autunno, accentuando le soluzioni southern rock e hard funk della sua ricetta musicale, dalla pulsante Each Day a Crossroad alla più rocciosa Another Train fino alle più classiche movenze fra blues elettrico e ballad soul di This is the Right Day to Cry.

Pur fedelissimi alle fonti di ispirazione (il breve attacco di basso nella conclusiva Stolen Soul suscita un ricordo di Whipping Post dell’Allman, ma è tutto il brano a sprigionare simili effluvi sudisti), gli arrangiamenti sono curati nei dettagli e il feeling dal vivo dell’incisione aiuta a sorreggere l’interpretazione di Christian Zek Zecchin come ci trovassimo sotto un palco.


    

 


<Credits>