Fred Abbott
Serious Poke
[
LoJinx 2015]

www.fredabbott.com

File Under: Anything that's r&r

di Gianfranco Callieri (08/01/2016)

Sebbene avessero iniziato come emuli, nemmeno troppo fantasiosi, di Arcade Fire, Magic Numbers o Belle & Sebastian, i londinesi Noah & The Whale, attivi dal 2006 allo scorso anno, avevano a un certo punto tentato di dirigersi, negli ultimi due - Last Night On Earth (2011) e Heart Of Nowhere (2013) - dei loro quattro album, dal folk-pop degli esordi verso un mainstream-rock da autostrade, voglia vorace di viaggiare, rifiuto delle leziosità, orizzonti duri e opachi. Il motivo di questa transizione, inaugurata, come detto, ma ancora non del tutto compiuta, l'aveva spiegato, a suo tempo, il cantante Charlie Fink, parlando delle predilezioni del chitarrista e tastierista Fred Abbott: "Fred, grande fan di Tom Petty, mi ha prestato Runnin' Down A Dream, il documentario di Peter Bogdanovich, e l'ho trovato eccezionale. È stato guardandolo, sentendo il modo in cui Petty parla della sua scrittura, del modo di essere in una band e gestirla, che è cambiato tutto".

Non sapremo mai dove sarebbero potuti arrivare i N&TW seguendo il percorso tracciato da Petty e dai suoi Spezzacuori; oggi, però, abbiamo tra le mani il debutto solista di Abbott e per chiunque abbia apprezzato, e apprezzi ancora, le dominanti cromatiche rockiste e segnate dall'incandescenza della passione non solo del Seminole della Florida, ma del power-pop statunitense - quello di Paul Collins, Nasty Facts, Scruffs e Nice Boys - in genere, si tratta di un'occasione di divertimento da non lasciarsi sfuggire. Naturalmente, nella patria Inghilterra, dove questo tipo di sonorità costituite da intrecci tra riff di Telecaster e lamenti della slide, ballate pianistiche e nostalgiche cavalcate di organo Hammond, genera subito prese di posizione miopi e sciovinistiche, Serious Poke è stato accolto con una certa perplessità. Perplessità subito dissolta, per quanto mi riguarda, dalla cattiveria chitarristica, dal ruvidume springsteeniano e dagli esaltanti accordi di quinta dell'iniziale Adrenaline Shot (vera e propria ode, in forma di fulminante ceffone elettrico, al suono del New Jersey) o agli irresistibili assoli di sei corde della seconda Funny How Good It Feels, oscillante tra aperture folk e un granitico senso del ritmo, nonché concepita come omaggio neppure troppo sotterraneo proprio al Tom Petty immortale di American Girl.

Altrove, per esempio quando si avvale delle rozze ma irresistibili tastiere AOR di One Hot Night o Learn About Love, Abbott finisce per ricordare le atmosfere nervose e le sofisticate armonie vocali dei primi Cars di Ric Ocasek e Ben Orr (la qual cosa, dalle mie parti, è vista come un complimento), mentre la romantica Awake, con i suoi racconti di anime perdute sui marciapiedi del Santa Monica Boulevard, strizza l'occhio alle melodie intense e notturne del vecchio Tom Waits. A tenere banco durante lo svolgimento di Serious Poke, in una Hollywood degna d'una trasferta californiana dei Supergrass o nel countreggiare spasmodico di una Honey rifinita con smalto impeccabile dal produttore Martin Hollis (Rolling Stones, Mark Knopfler), sono comunque la vivacità espressiva, la semantica febbrile delle emozioni, il randagismo esistenziale e sonoro di un figlio del Regno Unito intento a cercare una sua disperata autenticità nel rock d'oltreoceano.

Suonato tutto di corsa, affamato di elettricità e veemenza, Serious Poke sublima gli amori di Fred Abbott - il rock and roll, l'America, la strada, le partenze, l'individualismo solitario - con energia inebriante.


    


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