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Robert Forster
The Candle and The Flame
[Tapete records 2023]

Sulla rete: robertforster.net

File Under: family affair


di Fabio Cerbone (10/02/2023)

È una questione di famiglia l’ottavo capitolo solista di Robert Forster, l’altra metà del culto australiano Go-Betweens, che torna a lanciare segnali a quattro anni dal precedente Inferno. Tutto ruota intorno a due versi, una canzone a dir poco “stringata”, ossessiva nell’incedere, e dritta al punto con spietata sincerità: She’s a Fighter (fighting for good, aggiunge con ottimismo nella seconda parte il nostro Robert) è arrivata alla fine del percorso di registrazione di The Candle and the Flame, canzone dedicata alla moglie Karin Bäumler e alla diagnosi di tumore che l’ha vista coinvolta dalle successive cure chemioterapiche, prendendo infine la decisione di arrangiare e incidere il brano senza troppi ripensamenti, e coinvolgendo in studio anche i figli Loretta e Louis (quest’ultimo noto anche per il lavoro con The Goon Sax), rispettivamente alle chitarre e al basso e percussioni.

Sebbene non preventivato in partenza, il brano si è svelato come un perfetto completamento dell’umore che attraversa l’intero album: nove episodi tra i più intimi e personali scritti in carriera da Forster, i quali, nell’affrontare una nuova età della vita, parlano di salute fisica e mentale, di ricordi ed errori di gioventù, di una consapevolezza raggiunta con il passare degli anni. Da qui l’atmosfera in prevalenza acustica e spolpata di The Candle and the Flame, seppure non rinunci agli spigoli del folk rock di casa Forster, illuminato di tanto in tanto da quelle rivelazioni melodiche che rappresentano il marchio dell’autore fin dalla indimenticata stagione con i Go-Betweens (rievocata nel bellissimo libro Grant and I, curato dallo stesso Robert).

Terminato nell’arco di sei mesi presso gli Alchemix Studios di Brisbane, questa volta giocando in casa dopo la trasferta berlinese del più elettrico Inferno, The Candle and the Flame conferma la presenza di Luke McDonald (The John Steele Singers), coinvolge quindi Scott Bromiley e la bassista Adele Pickvance (Warm Nights), ma soprattutto la compagna Karin e i citati figli in un un percorso di confessioni modellate intorno alla chitarra acustica di Forster, che dall’incalzante apertura di She’s a Fighter si sposta subito nei territori più ariosi e nostalgici di Tender Years, saliscendi di memorie che si esplicita in uno dei momenti musicali più ricchi dell’intero album insieme al classico jangle sound di Always. Il nucleo della raccolta tuttavia riporta spesso all’essenza cruda del songwriting di casa Forster: It’s Only Poison, filastrocca acustica che brilla di spietata tenerezza, il passato che riemerge come un piccolo disvelamento quotidiano in There’s a Reason, la chiusura manifesto di When I Was a Young Man.

Tutta la parte centrale e il secondo tempo del breve album sono distinte da questo mood malinconico e folkie, ma niente affatto opprimente, semmai un fluire di emozioni sincere che ha richiesto un approccio altrettanto essenziale: Robert Forster e famiglia al seguito ci accompagnano così per mano nella loro stanza, fra il bagliore tenue di Go Free, le ammissioni di I Don’t Do Drugs I Do Time e l’agrodolce tristezza di The Roads, in un disco assemblato per sottrazione e senza infigimenti, ma nel quale le singole canzoni/confessioni brillano di luce propria.


    


<Credits>