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Allison Russell
Outside Child
[Fantasy 2021]

Sulla rete: allisonrussellmusic.com

File Under: redemption songs


di Fabio Cerbone (01/06/2021)

Sofisticata ed emozionale al tempo stesso, la voce di Allison Russell mette a nudo l’anima di una donna che ha affrontato un percorso di rinascita personale e di affermazione del proprio talento. Già da qualche anno una delle nuove voci femminili più interessanti del folk americano, inteso quest’ultimo nell’accezione più larga e inclusiva possibile, Allison è un’artista canadese che ha cercato ostinatamente la sua strada mettendosi alla prova in progetti dalla diversa natura: prima la tappa a Vancouver, dove è stata parte attiva del trio delle Po’ Girl, fugace meteora del mondo roots blues, quindi lo spostamento nel Midwest, formando il duo dei Birds of Chicago, insieme al futuro marito JT Nero, infine il traferimento a Nashville, dove è nata la collaborazione disvelatrice con Rhiannon Giddens nelle Our Native Daughters, splendida realizzazione storico-musicale sul ruolo delle donne nella vicenda dello schiavismo e dell’emancipazione del popolo afroamericano.

Il 2021 è l’anno della completa "liberazione", attraverso un disco di esordio solista, Outside Child, che è prima di tutto un atto di confessione pubblica sugli abusi subiti da ragazzina (il violento padre adottivo), sull’adolescenza martoriata, prima data in affidamento, poi fuggita di casa, indifesa fra le strade di Montreal, e infine sull’incontro salvifico con la musica. Tale è la densità e forte è il peso di queste tematiche, quanto è leggiadro e brillante il tono della parte musicale - annunciati dallo stesso singolo prescelto, una luccicante ballata quale Nightflyer - colonna sonora che accompagna per mano senza sferzare colpi bassi, ma accogliendo semmai l’ascoltatore nella stessa vita di Allison Russell. La duttilità della sua voce, l’espressiva movenza dei registri scelti per interpretare il materiale sono le chiavi per entrare nel mondo ferito di Outside Child, album prodotto a Nashville con Dan Knobler (già al lavoro con Rodney Crowell, Lake Street Dive e molti altri) e che vede la partecipazione attiva delle McCrary Sisters, di Erin Rae e Ruth Moody, altrettante donne capaci di compenetrarsi nell’afflato vocale, diviso tra tenerezze folk, passione gospel, signorilità pop, che contraddistingue il canto, quest’ultimo spesso alternato fra inglese e francese, di episodi quali Montreal, The Hunters, Poison Arrow o la trasparente dichiarazione Little Rebirth.

Allison dipinge con le note inusuali del suo clarinetto dai languidi toni blues, una steel guitar infonde di tanto in tanto note “nashvilliane” (la fulgente melodia di Persephone) ma senza abbracciare i prevedibili standard dell’Americana, mentre i colori offerti da organo e piano elettrico completano il quadro, che si muove secondo pennellate leggere, tenerezze sempre in contrasto apparente con l’intensità dei dolori narrati dalla Russell, quelli presenti in 4th Day Prayer, piccolo splendore soul, All of the Women, strepitosa e un po’ spettrale preghiera condotta da voci e banjo, Hy-Brasil, austera melodia gospel folk che ricorda davvero da vicino l’opera più recente dell’amica Rhiannon Giddens. Concluso dalla compassionevole melodia, accompagnata da piano e voce, di Joyful Mortherfuckers (cantata in coppia con il compagno JT Nero, co-autore della maggior parte dei testi), ispirata in parte dalle parole della nonna di Allison Russell, Outside Child svela il suo febbrile valore catartico, per la protagonista certamente, ma anche per chiunque vorrà porsi in simbiosi con queste canzoni di rinascita.


    


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