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Jolie Holland
Haunted Mountain
[Cinquefoil Records 2023]

Sulla rete: joliehollandmusic.com

File Under: haunted folk songs


di Fabio Cerbone (08/11/2023)

Ritrovare la voce di Jolie Holland, quella voce, che è sempre stata uno strumento fra gli strumenti, fa un enorme piacere. A maggior ragione se i segnali artistici intorno a lei mancavano da sei lunghi anni, con un album peraltro condiviso insieme alla collega Samantha Parton (Wildflower Blues, 2017). Era quindi dal lontano 2014, con l’ipnotico e stridente Wine Dark Sea, uno dei lavori più coraggiosi della sua parca produzione, che la cantautrice di origini texane non si esponeva in prima persona, con tutta quella ammaliante fragilità che l’aveva imposta a inizio carriera fra le maggiori testimoni del nuovo folk americano.

Haunted Mountain, breve, sfumato e languidamente disteso sulle sue trasparenti trame ritmiche, è un album che probabilmente subirà l’inevitabile destino di non essere notato, a dispetto dei suoi effettivi meriti: una immediata riconoscibilità stilistica, un carattere errabondo che si colloca fuori dalle mode, come capita sempre più spesso a quei musicisti che non si allineano allo spirito dei tempi. Nel caso di Jolie Holland appare ancora più curioso, perché la sua figura è stata in qualche modo un’anticipatrice e un modello per una generazione di folksinger femminili che in questi anni si sono riprese il centro della scena: basterebbe tornare a vent’anni fa, all’esordio fulminante di Catalpa, o all’affermazione di Escondida, per comprenderne la portata (magari di culto, eppure essenziale) nell’ampio discorso Americana di oggi. Haunted Mountain per fortuna trova un megafono nella stretta collaborazione con Buck Meek, chitarrista e autore ben noto per il lavoro nei Big Thief (e quanto anche lì echeggia l’insegnamento della Holland...), che firma ben cinque brani in combutta con Jolie, duetta nel magnetico intreccio di Highway 72 e ha persino la folle idea, nata proprio da uno scambio di battute con la Holland, di intitolare il suo recente album solista con lo stesso titolo, Haunted Mountain.

Anche l’omonima canzone è condivisa dai due, qui resa in un effluvio alternative-country spezzato da una acidula chitarra elettrica che ricorda il più ispirato Jeff Tweedy. Ma è tutto il disco a fluttuare fra diversi poli di attrazione: le tonalità inconfondibili del canto della Holland, seducente e dal fraseggio caratteristico, il solido eppure scarno impianto folk della scrittura e le divagazioni d’atmosfera del trio coinvolto in studio, completato dalle presenze di Adam Brisbin e Justin Veloso. Potranno legittimamente apparire evanescenti queste canzoni, attraversate peraltro da una forte impronta “politica” nei testi (dal potere maschile alle martoriate condizioni dell’ambiente, all’oppressione del colonialismo moderno), ma la ragione principale del loro fascino sta proprio nel seguire quell’intrigante habitat sonoro creato dal gruppo, che in un paio di occasioni tracima persino in soluzioni inedite: accade con la spiazzante (e assai indovinata) onda ritmica di una spettrale Feet on the Ground, dove il canto folk blues di Jolie incontra il battito elettronico del trip hop, o nel finale di What It’s Worth, che allarga le maglie della tradizione da cui parte l’autrice per abbracciare un indie folk quasi impalpabile, tra chitarre letargiche sullo stile Cowboy Junkies e un tenero fischio in sottofondo a dare il saluto.

Tutto quello che avanza ci appare familiare ed è espressione della strada, in ombra e sempre un po' vagabonda, che Jolie Holland ha percorso per tutte queste stagioni, magari facendo anche sparire le sue tracce, dal Texas sconfinando a Vancouver, passando per l’accogliente comunità artistica di Portland e l’amata New Orleans: in tal senso il dolce cullare di 2.000 Miles lo prendiamo come un manifesto esistenziale, e non bastasse ancora ci sono sempre i sussurri jazzy di One of You, la carnalità country gospel di Me and My Dream e quella blues di una Orange Blossoms che fantastichiamo già in un improbabile versione fianco a fianco con Tom Waits. Bentornata.


    



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