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Edward Abbiati & The Rattling Chains
Live at Nidaba
[Appaloosa records 2025]


Sulla rete: edwardabbiati.bandcamp.com

File Under: live and raw in Milan

di Fabio Cerbone (05/11/2025)


Dall’Inghilterra a Pavia, inseguendo una passione per il rock’n’roll e gli alti e bassi che l’esperienza di una band “sulla strada” può offrire, Edward Abbiati si è ritagliato uno spazio significativo, non soltanto sulla scena di casa nostra. Dall’avventura con i Lowlands alla carriera solista, dalle collaborazioni internazionali (l’album con Chris Cacavas, Me and the Devil) ai progetti condivisi con anime affini (Beautiful, at Night insieme a Stiv Cantarelli), la sua dedizione alla causa è sempre stata fuori discussione, così come la capacità di trasferire nella sua musica quel mix di romanticismo e sentimenti che fanno parte di una certa di idea di rock’n’roll, quello più generoso e periferico, che cerca una connessione con il suo stesso pubblico, sapendo di giocare una partita da outsider.

Le ragioni di un album dal vivo come questo Live at Nidaba, che coglie un intero set di Abbiati accompagnato dai Rattling Chains nell’omonimo piccolo club milanese situato sui Navigli, nascono probabilmente da questo senso di appartenenza a un viaggio comune di passioni, dove condividere le miglia percorse, i luoghi attraversati, i sogni più o meno realizzati, le canzoni interpretate fra corde rotte e amplificatori che all’improvviso ti abbandonano. È accaduto proprio questo durante il primo brano in scaletta, Three Chords & the Truth, l’unico brano che ha richiesto un intervento di post-produzione, ci tiene a sottlineare Edward Abbiati stesso, che altrimenti offre se stesso, la sua musica e quella dei Rattling Chains senza finzioni e salvagenti, così come è sbucata una notte a Milano.

Live at Nidaba
funziona anche come riassunto fedele della storia artistica fin qui percorsa: dodici brani nell’edizione digitale (otto per le due facciate del vinile, che offre però nella confezione anche il bonus cd con l’intero set) che toccano un po’ tutte le tappe, dai Lowlands di In the End e Love Etc. alle citate collaborazioni con Cacavas (l’r&b psichedelico di una “doorsiana” Oh Baby Please) e Cantarelli (la ruvida pasta roots rock di Never Gave Up), fino naturalmente agli episodi più significativi di To the Light e Beat the Night, album solisti che per Abbiati hanno significato anche un passaggio di maturazione e catarsi dopo la malattia e la chiusura della precedente vicenda artistica con i Lowlands.

L’atmosfera del live club milanese, stretta negli spazi, accogliente per le dinamiche di un pubblico di affezionati, è l’ideale contorno alle intenzioni di Abbiati con i Rattling Chains, dove brilla costantemente la sei corde solista di Maurizio Gnola, uno show prima di tutto dedicato a se stessi, e si sente nel trasporto dell’esibizione, dalla liberazione di Just About Now (ospite alla seconda voce Francis Carnelli) all’intimità di I Got Hurt, che grazie anche alla presenza della piccola sezione fiati (Fausto Oldani, sax e Daniele Zanenga, trombone) esalta quel cuore "celtic soul" che spesso traspare dalla scrittura musicale di Edward Abbiati, tra una To the Light che ha la brillantezza del più classico rock da strada maestra, una Look at Me dalla tensione dark che non può non rimandare agli anni migliori del Paisley Underground e il finale esemplare di Nothing Left to Say.


 


<Credits>