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Marco Simoncelli
Prima di morire
[Auditoria records 2025]


Sulla rete: auditoriarecords.com

File Under: Di amore e di politica


di Nicola Gervasini (27/11/2025)


I segnali di cambio di rotta erano già evidenti nell’album Breejo del 2022, ma la trasformazione di un armonicista blues come Marco Simoncelli in un cantautore di stampo classico è in questo nuovo Prima di morire ancora più evidente. Non che la passione per l’armonica e la musica del diavolo sia passata, ma è chiaro che Simoncelli abbia voluto portare la sua scrittura su territori lontani dalle 12 battute. Anche perché nel frattempo ha affinato una vis polemica su temi sociali che cercavano uno sfogo più adatto, come ben descrive la jazzata Di amore e di politica, che funge un po’ da sintesi del tema portante dell’album (“Canzoni per la storia di un amore, Di quelli che non durano in eterno, Canzoni per parlare male del Governo, Oppure scrivere del mondo che vorrei”). Ma l’iniziale Il Circo, impietosa descrizione del mondo moderno senza troppi peli sulla lingua (“Ci tengono distratti col circo e con la fica”), fa capire subito che ci sarà rabbia e amaro sarcasmo da sfogare in tutte le canzoni. E anche musicalmente le tastiere di Joseph Nowell, principale collaboratore dell’album, fanno capire che si spazierà spesso e volentieri in altri mondi musicali, come pare chiaro dal quasi reggae Ma non mi dire, “anti-war song” intrisa di disperazione.

Nel booklet ce lo presentano i giornalisti musicali Aldo Pedron e Fabio Villa, ma si segnala anche l’accorato apprezzamento scritto da Iva Zanicchi, che in particolare apprezza Fra Martino (anche questa invettiva contro i social, con punta di nostalgia verso il modo di comunicare più umano del passato) e l’omaggio a Lucio Dalla di ll cantautore Lucio (bella piano song con gioco di archi e un testo che gioca a citare i versi di Disperato, Erotico Stomp). Una influenza evidente quella di Dalla, quanto magari quella di artisti meno inquadrabili come Alberto Fortis (la divertente Pollo al berbecue sarebbe nelle sue corde) o Sergio Caputo (Carolina, canzone sull’”estetica del social” infarcita di fiati e sapori soul, gli piacerebbe parecchio).

Altrove Simoncelli offre numeri da scafato chansonnier come Natale triste (preghiera laica ai “Masters of War” odierni), e chiude il tutto una Come sarebbe bello, in cui torna con anche una certa feroce disillusione (ma anche una ironia quasi da stand-up comedian) nel parlare della propria vita privata. Prima di morire è una sorta di concept album sui cinquantenni di oggi e le loro difficoltà ad accettare i cambiamenti epocali della storia e i ritmi e le modalità della comunicazione dei giorni nostri (“Dimmi, che cosa te ne fai di tutta quella poesia? Quando alla radio si trasmette solo porcheria!”), un disco che si schiera apertamente pur restando una ben prodotta fotografia del presente ad uso di tutti.