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I vent'anni di RootsHighway, un anniversario speciale

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I 100 dischi da Isola Deserta dei lettori di RootsHighway

Rock Noir
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Suzanne Vega
Live in Bruxelles, Bozar 10/10/2025

Suzanne Vega, Bozar 10/10/2025 (foto: © Marco Restelli)

- a cura di Marco Restelli-

Erano passati otto anni da quando, per la prima volta, vidi Suzanne Vega esibirsi all’Ancienne Belgique. Devo dire che la sensazione è sempre la stessa che si avrebbe entrando in una sorta di macchina del tempo in grado di farti rivivere, in poco meno di due ore, le tante emozioni che quest’artista newyorkese ci ha regalato nell’arco della sua ormai quarantennale carriera. Emozioni che solo chi ama la musica può capire. Nel bellissimo teatro BOZAR, nel quale sono entrato per la prima volta, sale sul palco inizialmente accompagnata dal solo Gerry Leonard, alla chitarra elettrica.

La scaletta è idealmente strutturata in quattro parti, con un inizio tutto dedicato a brani pescati dai primi album, a cominciare dalla sempreverde Marlene On The Wall, che ebbe il merito di regalarle il primo successo in assoluto. Fra le varie perle, snocciolate magicamente una dietro l’altra, non posso fare a meno di evidenziare Gypsy, che forse resterà per sempre la mia preferita del suo repertorio. A distanza di tanto tempo fa quasi tenerezza scoprire che si tratta di un brano dedicato ad un brevissimo flirt estivo giovanile, descritto con dovizia di particolari da Suzanne prima della sua esecuzione.

Suzanne Vega, Bozar 10/10/2025 (foto: © Marco Restelli)

La parte centrale è dedicata al recentissimo album Flying With Angels che, come ho avuto modo di raccontare proprio su Roots Highway, mi ha colpito non solo per la bellezza di alcuni episodi, ma soprattutto per la voglia della cantautrice di uscire dalla sua comfort zone marcatamente folk. A rendere l’atmosfera a tratti più sognante, ma in altri momenti più dark, ci pensa l’arrivo sul palco della violoncellista Stephanie Winters, alla quale va dato il merito di aver reso i vari brani più vicini alla versione del disco. Simpatica la back story di Chambermaid, nata a quanto pare da un’idea della Vega mentre faceva, per l’appunto, le pulizie a casa propria. La sua fantasia l’ha portata a immaginare di essere la cameriera di Bob Dylan e a fantasticare sulla situazione “rubando”, tra l’altro, un verso intero nonché la melodia di base ad I Want You (da Blonde on Blonde).

La terza parte è un copia incolla della set list del concerto sopra citato (fatta eccezione per la nuova Alley) con Left Of Center - estratta dal suo primo best of Tried and True - Never Wear White (ormai un suo nuovo classico), la splendida Some Journey seguita dalle immancabili Luka e Tom’s Diner, in chiusura. Fra gli Encore spicca, infine, la cover di Lou Reed, Walk On A Wild Side, che mantiene il mood agrodolce dell’originale, e la nuova Galway, che ha il pregio di trasportare idealmente l’ascoltatore in un viaggio musicale in Irlanda e degna delle migliori storyteller.

La standing ovation del teatro è la dimostrazione che Suzanne Vega non solo non ha perso un grammo del suo fascino, ma ha saputo continuare a scrivere nuove canzoni in grado ancora di lasciare il segno, unendole dal vivo ai suoi cavalli di battaglia con i quali, potete giurarci, andrà sempre sul velluto.

La set list

1. Marlene On The Wall
2. 99.9 F
3. Caramel
4. Small Blue Thing
5. Gipsy
6. The Queen and the Soldier
7. Flying with Angels
8. Speaker corner
9. Chambermaid
10. Left of center
11. Alley
12. I Never Wear White
13. Some Journey
14. Luka
15. Tom’s Diner

Encore
16. Walk on a Wild Side
17. Love Thief
18. Tombstone

Encore 2
19. Galway