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Bob Weir
Ace - 50th Anniversary Deluxe Edition
[Rhino/ Warner Bros 2023]

Sulla rete: bobweir.net

File Under: american roots music


di Paolo Baiotti (13/02/2023)

Dopo il successo di critica e commerciale di Workingman’s Dead e American Beauty, entrambi pubblicati nel 1970 e del doppio live omonimo del 1971, i Grateful Dead sono in un momento di cambiamento e di pausa creativa, con Pigpen sempre più in difficoltà per motivi di salute, raggiunto dal nuovo tastierista Keith Godchaux e dalla moglie Donna Jean come corista e il batterista Mickey Hart momentanemente in pausa (tornerà nel ’74). La Warner Bros offre ai musicisti la possibilità di registrare progetti solisti e i ragazzi ne approfittano: Jerry Garcia pubblica l'omonimo album nel gennaio del ’72, Hart il suo Rolling Thunder a settembre. Nel mezzo a maggio esce Ace, esordio di Bob Weir, il più vicino al suono dei Dead sia perchè comprende materiale in parte giù suonato con il gruppo, sia per la partecipazione alle registrazioni dei colleghi che si presentano spontaneamente ai Wally Heider Studios per aiutare l’amico. Se poi consideriamo che sette degli otto brani faranno parte anche in seguito del repertorio della band, si può definire Ace un album solista più nella forma che nella sostanza.

E’ un disco importante perchè fotografa la maturazione della scrittura e della voce di Bob coadiuvato non solo da Robert Hunter, ma dal nuovo paroliere John Perry Barlow, un vecchio compagno di scuola che, dopo avere abbondantemente sperimentato con l’LSD, nel ’67 aveva messo in contatto la band con Timothy Leary. Ristampato con un nuovo mixaggio, Ace si riallaccia ai due dischi in studio sopra citati ed è aperto dalla ritmata Greatest Story Ever Told che traccia un percorso che prosegue con la ballata Black Throated Wind, prima collaborazione con Barlow, la rilassata Walk In The Sunshine di fattura appena discreta (non a caso l’unica canzone mai suonata dai Dead) e culmina nella chiusura del primo lato del vinile con Playing In The Band, brano già in embrione dal ’69, un classico dei Dead. Questa versione è meno esplorativa di tante riproposizioni dal vivo, ma è comunque positiva e vibrante, con una jam guidata dalla chitarra acida di Garcia coadiuvata dal piano di Godchaux. La morbida Looks Like Rain apre il secondo lato con la pedal steel in sottofondo e gli archi, seguita dalla cowboy song latineggiante Mexicali Blues, dal rock and roll di One More Saturday Night, unico brano composto interamente da Bob e dalla malinconica ballata Cassidy, suonata con il solo Kreutzmann e cantata con Donna Jean.

L'intenzione di Bob di proporre l’album dal vivo con una sezione fiati e degli archi non si è realizzata all’epoca; si è dovuto attendere il 2022 quando Weir ha avuto al possibilità di celebrare Ace con la sua attuale formazione, i Wolf Bros, affiancati dai fiati e archi di The Wolfpack, cinque musicisti che suonano vari strumenti a fiato, violino e violoncello, nel corso di due serate al Radio City Music Hall. La data del 3 aprile, proposta sul secondo disco dell’edizione in esame, conferma la validità delle canzoni rivisitate con arrangiamenti rilassati e maturi e con improvvisazioni che danno risalto al ruolo dei fiati e della pedal steel di Barry Sless, nonchè al vibrante piano di Jeff Chimenti, supportati dalla sezione ritmica di Don Was (basso) e Jay Lane (batteria).

La voce di Bob in certi momenti denota una stanchezza inevitabile a 75 anni, ma il cantante è aiutato su Greatest Story Ever Told dall’emergente Tyler Childers e soprattutto dalla talentuosa Brittney Spencer che aggiunge la sua voce calda e bluesata in una sofisticata Walk In The Sunshine e in una solenne Looks Like Rain. La melodia di Playing In The Band è maestosa con i fiati protagonisti anche nell’improvvisazione insieme al piano jazzato che duetta con il sax, Mexicali Blues accentua l’impronta latina con un’intro mariachi, mentre in One More Saturday Night si inseriscono clarinetto, tromba e sax, con la pedal steel che traccia la linea melodica prima del finale jazzato. In chiusura un’apprezzabile Cassidy con i fiati in ritmica, il tocco country del violino e una coda jammata in cui si intrecciano agilmente piano, sax e clarinetto
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