:: Pneumonia menù
 

Seleziona una rubrica:

Ultime recensioni:


Glen Hansard
Don't Settle - Vol.1 Transmission East


Shane O'Mara & Jac Tonks
Sorrow Hides The Longing to be Free - The Songs of Bert Jansch


Autori Vari
B.B. King's Blue Summit 100

Cose recenti:

Willie Nelson
Workin' Man, Willie Sings Merle

Bywater Call
Sunshine, Live in 2024

Autori Vari
A Tribute to the King of Zydeco


Autori Vari
Sandworms. The Songs of Howe Gelb and Giant Sand

Suzy Thompson
Suzy Sings Siebel Volume One

Carter Sampson
Live at the Blue Door

The Commoners
Live in the UK

Hans Theessink
75 Birthday Bash

The Third Mind
Live Mind

Ben Nichols & Rick Steff
Lucero Unplugged

Autori Vari
Silver Patron Saints - The Songs of Jesse Malin

Lucinda Williams
Lucinda Williams Sings The Beatles From Abbey Road

Black Pumas
Live From Brooklyn Paramount

Autori Vari
Can't Steal My Fire. The Songs of David Olney

Jason Isbell and The 400 Unit
Live From the Ryman vol.2

Van Morrison
Live at Orangefield

Lankum
Live in Dublin

Linda Thompson
Proxy Music

Autori Vari
Petty Country: A Country Music Celebration of Tom Petty

Autori Vari
Music Is Love. A Concert
Celebrating The Music of
David Crosby

Torgeir Waldemar
At the Opera

Eric Bibb
Live at The Scala Theatre, Stockholm

Taj Mahal Sextet
Swingin' Live at The Church in Tulsa

Seth James
Lessons

Martin Simpson/ Thomm Jutz
Nothing But Green Willow

Cat Power
Sings Dylan

Iron and Wine
Who Can See Forever Soundtrack

Carla Olson
Have Harmony, Will Travel 3

Autori Vari
More Than a Whisper: Celebrating The Music of Nanci Griffith

Autori Vari
A Song for Leon. A tribute to Leon Russell

Son Volt
Day of the Doug
The Songs of Doug Sahm

Autori Vari
One Night in Texas: The Next Waltz's Tribute to The Red Headed Stranger

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
Pneumonia   tributi, cover e dischi dal vivo
Condividi

     
 

Autori Vari
Old No.1 Revisited
[Truly Handmade 2026]

Sulla rete: guyclark.com/label

File Under: american masterpiece revisited


di Fabio Cerbone (06/05/2026)

Gigante della canzone roots d’autore americana, scomparso una decina di anni fa lasciando dietro di sé una scia di capolavori indiscussi del genere e una schiera di discepoli in adorazione, per influenza artistica secondo forse soltanto all’amico di scorribande Townes Van Zandt, il texano Guy Clark è stato più volte omaggiato nel corso della sua carriera. Questa volta la scusa è la celebrazione dei cinquant’anni (abbondanti) dalla pubblicazione del suo esordio Old No.1 (RCA, 1975), uno dei debutti più importanti di quel decennio (e oltre) nonché pietra di paragone per chiunque si voglia misurare con la profondità narrativa del migliore songwriting di ispirazione country-folk.

Clark ci era arrivato da trentenne ormai maturo, dopo una gavetta di autore e musicista dietro le quinte che lo aveva sballotttato per una decina di anni tra il natio Texas, la California e finalmente Nashville, luogo dove metterà radici e avvierà una sorta di “scuola” di cantautori in città a cui egli stesso farà da mentore. Da qui la piena maturità di Old No.1, una raccolta che conteneva già alcune della sue canzoni più famose, quelle che lo accompagneranno per un’intera carriera, da Desperados Waiting For A Train a Rita Ballou, da L.A. Freeway a That Old Time Feeling, finite poi nel repertorio di decine di colleghi e sotto forma di numerose cover.

Come si accennava, non è inedito l’album tributo a Guy Clark: si sono cimentati, tra quelli che hanno avuto miglior successo, l’alunno prediletto Steve Earle con il suo affettuoso Guy (New West, 2019) e ancora meglio è stato fatto dalla discografica Tamara Saviano e il marchio Icehouse music con il doppio This One’s For Him, raccolta del 2011 che riuniva un cast stellare alle prese con il vasto repertorio disseminato da Clark. Old No.1 Revisited è qualcosa di diverso e purtroppo anche più prevedibile: un omaggio traccia per traccia all’omonimo album di debutto dove ogni singolo brano è stato affidato a un talento, più o meno giovane e promettente, dell’attuale scena Americana. A tirare le fila c’è la Truly Handmade Records, etichetta fondata dai nipoti di Guy Clark, Dylan ed Ellie, e che fa capo alla società di famiglia nata per curare la memoria e l’archivio discografico del songwriter texano.

Sulle buone intenzioni divulgative, dunque, non possiamo nutrire dubbi di sorta, mentre il contenuto non fa che ribadire la superiore bellezza degli originali, canzoni entrate talmente nell’immaginario dell’altro country che difficilmente si potrà sbagliare bersaglio. E in effetti Old No.1 Revisited porta a casa in (troppa) scioltezza il risultato, con il solo essenziale interrogativo se abbia davvero senso risentire per l’ennesima volta Rita Ballou o Desperados Waiting For a Train, qui rispettivamente dalle voci di Margo Price e Andrew Combs (in coppia con Rodney Crowell). È evidente l’obiettivo commemorativo del progetto e anche l’idea di attirare verso la figura di Clark un pubblico più giovane, quello dell’attuale e vasto mondo della cosiddetta Americana, che magari attraverso le apprezzabili intepretazioni di Kelsey Waldon (A Nickel For The Fiddler) o Logan Ledger (Like a Coat From The Cold) si aprirà un varco in dieazione di quel Texas d’autore che fu autentica fucina di talenti, Guy Clark tra i protagonisti indiscussi.

Un elemento certamente positivo di Old No.1 Revisited è la sua uniformità sonora, con la scelta intelligente di affidare registrazione e produzione allo stesso uomo, Dan Knobler, chiamando a raccolta una sorta di backing band a geometria variabile (tutti turnisti di prima classe) negli studi Good Wishes di Nashville, di volta in volta pronti ad adattarsi alle caratteristiche dell’inteprete. Da questo punto di vista sarebbe stato ancora più interessante forse completare l’intera scaletta con sole artiste femminili, visto che tutta la prima parte di Old No.1 Revisited è costellata proprio di cantautrici, dall’approccio edulcorato di Jade Bird in LA Freeway e di Sarah Jarosz in She Ain't Going Nowhere, passando per la citata Kelesey Waldon e il valzer di That Old Time Feeling affidato a Erin Rae, per chiudere sullo sbuffare di Texas 1947 di una persuasiva Brennen Leigh.

Invece la comparsa di Andrew Combs, Logan Ledger e di Aaron Lee Tasjan (Instant Coffee Blues) sembra persino spostare il baricentro del disco, non raggiungendo la stessa qualità delle colleghe. È la presenza della scrittrice e poetessa Caroline Randall Williams (figlia di Alice, a sua volta quotata autrice di canzoni) e il suo recitato sul finale di Let Him Roll a riportare una certa intensità all’intero progetto, che sarà contestualmente accompagnato dalla pubblicazione di Old No. 1 at 50: A History of Guy Clark’s First Album, un breve saggio di un centinaio di pagine curato da Peter Blackstock (fondatore della rivista 'No Depression'), che contiene al suo interno numerose testimonianze dirette e interviste ai musicisti che hanno collaborato negli anni con Guy Clark.

La scaletta

1. Rita Ballou – Margo Price
2. LA Freeway – Jade Bird
3. She Ain't Goin' Nowhere – Sarah Jarosz
4. A Nickel for the Fiddler – Kelsey Waldon
5. That Old Time Feeling – Erin Rae
6. Texas - 1947 – Brennen Leigh
7. Desperados Waiting for the Train – Andrew Combs feat. Rodney Crowell
8. Like a Coat from the Cold – Logan Ledger
9. Instant Coffee Blues – Aaron Lee Tasjan
10. Let Him Roll – Caroline Randall Williams



 

 

info@rootshighway.it