Partiamo
dalle note di copertina scritte da quel gigante di artista
che è Joe Henry. Dopo un'analisi su cosa possa voler dire
“fare un disco di soul music” oggigiorno in termini di feeling
e capacità dei musicisti coinvolti, Henry chiude dando il
senso a questo Royal, come a qualsiasi altro
disco di cover di classici soul, citando la famosa frase che
Ezra Pound scrisse sul suo libro del 1934 “ABC of Reading”,
e cioè “Poetry is news that stays news”. Sostituendo quindi
Soul a Poetry, il senso è che se una notizia giornalistica
invecchia presto, il soul, come la poesia, è una novità che
non invecchia mai. Il tutto per spiegare perché, dopo aver
ascoltato l’album di Jesper Lindell3614
Jackson Highway, uscito solo pochi mesi, potrebbe valere
la pena anche dare un ascolto anche a Royal, secondo
volume di un progetto di cover nobili che sostanzialmente
si differenzia per lo storico studio di registrazione dove
è stato concepito (laddove nel primo volume erano i Muscle
Shoals Sound in Alabama, qui siamo appunto ai Royal Studio
a Memphis.)
Al solito il progetto prevede dieci canzoni per mezz’oretta
di musica tutta fiati, cori, suoni caldi e brani più o meno
famosi. Tra i primi l’abusatissima (ma sempre bella da sentire)
I Can’t Stand The Rain di Ann Peebles, una When
Something Is Wrong With My Baby di Sam and Dave (scritta
da Isaac Hayes e David Porter) trasformata in lenta soul-ballad,
o una The Letter dei Box Tops di Alex Chilton che segue
però più la linea ritmica della versione di Joe Cocker. Non
poteva mancare un brano di Carole King, con una Easy Way
Out affrontata come farebbe Southside Johnny, con pathos
e sudore.
Tra le forse meno celebri c’è l’iniziale Wearin’
That Loved on Look del duo di autori nashvilliani
David Frazier e Al Doodle Owens, portata per la prima volta
alla ribalta da Elvis Presley nello splendido album From
Elvis in Memphis del 1969 (ricordo poi una versione dei
Sadies nel 2001), mentre desta ancor più sorpresa la presenza
di un piccolo classico del country-rock anni Settanta come
King Of The Cowboys, brano
degli Amazing Rhythm Aces dall’album Stacked Deck del
1975, una profonda riflessione sul ruolo degli idoli di infanzia
(il riferimento era un film dello stesso titolo con Roy Rogers
del 1943). Non ultima arriva anche una Sweeter Tomorrow
scritta dal produttore Fredd Briggs, e portata ad un discreto
successo nel 1970 da Margie Joseph, mentre chiudono il disco
Tryin to Live My Life Without You,
brano del 1973 di Otis Clay trasmesso in tutte le radio degli
Stati Uniti nella versione live pubblicata da Bob Seger nel
1981, e Wicha Way Did It Go, un 45 giri pubblicato
nel 1974 dal solo Pop Staples in libera uscita dagli Staples
Singers.
Tutto suonato benissimo e con grande rispetto forse anche
più del primo volume, in ogni caso vi consigliamo di affiancarli
entrambi alla vostra discografia Soul a titolo di utile riassunto
per l’era moderna.