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inserito 30/08/2010

Brian Kramer
Myself and Mine
[
Brian Kramer  2010
]



Cresciuto a Brooklyn, Brian Kramer si è appassionato al blues da adolescente alla fine degli anni settanta. Ispirato da Lightning Hopkins, Buddy Guy e Junior Wells è stato notato da quest' ultimo che lo ha preso in simpatia, aiutandolo a crescere come musicista e spingendolo ad incidere nell'89 il suo album d'esordio come Brian Kramer & the Bluesmasters featuring Junior Wells. Intitolato Win Or Lose e arricchito dalle partecipazioni di Mick Taylor e Steve Jordan, il disco non è mai stato pubblicato in cd per problemi contrattuali ed è introvabile. Negli anni novanta Brian ha alternato tour americani e nel nord Europa fino al trasferimento definitivo in Svezia dove risiede tuttora, partecipando a numerosi progetti con musicisti locali come Cyndee Peters e Matti Norlin. Tra il '98 ed il '00 ha fatto parte della band di Eric Bibb, incidendo anche con il padre Leon Bibb e con il bluesman Larry Johnson. Negli ultimi anni si è dedicato all'insegnamento ed alla carriera solista, registrando sei album con la sua band e animando la scena svedese con le jam organizzate settimanalmente al club Stampen di Stoccolma.

Molto conosciuto nei paesi scandinavi ha suonato ovunque, dalla Thailandia al Sudafrica, passando per i principali festivali europei ed americani. Kramer è un cantautore folk-blues, ispirato e avvicinabile ad artisti come Eric Bibb, Taj Mahal e Guy Davis, sempre in equilibrio tra questi due generi musicali. Myself And Mine è il primo album "solo" di Brian, protagonista assoluto alla voce ed alla chitarra acustica (suona esclusivamente la National Steel Resonator Guitar e la slide). Un disco pacato, piacevole ed equilibrato, nel quale il musicista evidenzia doti non comuni sia come compositore che come strumentista dotato di un tocco personale e raffinato, senza trascurare i testi riflessivi e parzialmente autobiografici. I brani dell'album sono stati composti nel corso degli anni ed incisi molto velocemente, senza tanti fronzoli.

Ma il risultato finale non sembra assolutamente improvvisato, anzi il disco ha una fluidità notevole, alternando ballate folk quali la sussurrata opener Pocket Watch, la riflessiva Touching A Cloud, la delicata Love Just Fell Away e My Precious Stone, sicuramente ispirate dagli anni trascorsi con Bibb e blues più canonici come l'ottima Journey To The Delta con una chitarra limpida ed ispirata e Speak Of The Devil. La voce di Kramer è adeguata e melodica, roca al punto giusto nelle tracce blues. Un disco omogeneo da ascoltare senza fretta, un buon punto di partenza per curiosare nella discografia di un musicista meritevole di approfondimento.
(Paolo Baiotti)

www.briankramerblues.com
www.myspace.com/briankramerblues

 

Murali Coryell
Sugar Lips
[Murali's Music Records 2010]

Un apprezzabilissimo soul, levigato e rockeggiante, è nello stile di Murali Coryell, figlio di un'attrice (Julie Coryell, alla cui memoria vanno alcuni ringraziamenti nel cd) e del chitarrista jazz Larry Coryell. Sugar Lips è il suo secondo disco (da The Same Damn Thing del 2008) e il titolare investe le sue energie in una produzione indipendente, gestita con tradizionale appeal nel confezionare un sound appetibile, curato e piuttosto standardizzato, nell'impronta sonora di una musica quasi da radio FM americana. Sembra però che Coryell abbia i mezzi per farlo, e ne vien fuori un progetto che sarà pure mainstream, ma risulta ben fatto, complici i compari della band (il co-produttore Tom Hambridge alla batteria, Steve Mackey al basso e Reese Wynans alle tastiere) e gli ospiti presenti, il padre Larry e Joe Louis Walker alle chitarre e armonica.

Il tutto risulta ben suonato, in un filare di una dozzina di tracce che vedono la bella voce di Mu. svettare su di un r&b aggressivo, capace di tramutarsi in sensuali soul o divertenti funky, fino a un più tradizionale blues - feeling urbano, eco degli umori più classici della black music. Per cui Blame It On Me apre decisa e non lascia dubbi quanto all'impeto del nostro, che già ci si muove al fiatistico wall of sound di spalla alla degna apertura. Mentre What You Gonna Do About Me? e Closer To You Baby seguono i cenni di un più tradizionale funky rock-blues e r&b, Mother's Day sfodera tutta la dolcezza blues di un'alba metropolitana, sicché già sappiamo di che pasta sono fatti i professionisti di quest'entourage, che smette i toni dell'onesto mestiere per farsi arte, con quanto di cui sopra, ma pure con la vivacità di What Works On You che pare di sentire l'Huey Lewis dei tempi migliori.

Anche la title-track prosegue nella medesima vena artistica, mentre piace la romanticheria crepuscolare di I Could've Had You prima ancora del gustosissimo rock da telecaster e voci alla Rod Stewart (compresa la background vox di Hambridge) per Still Rockin'. Un album che arriva senza difficoltà alla fine, pur per quanto manierismo vi sia in tracce come Music Sets You Free alla Tom Jones o qualche ripetitività sul finale, comunque godibile e decisamente discreto.
(Matteo Fratti)

www.muralicoryell.com