Poco più di un anno fa vi segnalavamo
con convinzione l’album Horse
Latitudes di Andrea Van Cleef come il punto di
arrivo di una maturazione dell’artista bresciano, che ormai
da anni ospitiamo sulle nostre pagine con le sue uscite.
Credo che ad un anno di distanza, Andrea possa essere soddisfatto
delle tante reazioni positive suscitate da un disco che
unisce tradizione americana e quella tendenza al suono dark
che spesso caratterizza la visione italiana della musica
d’oltreoceano, tanto che ora Van Cleef si permette di pubblicare
un disco dal vivo, oggetto divenuto più raro nel moderno
mondo discografico rispetto ad un tempo (ci sarebbe da fare
un lungo ragionamento al proposito, ma sarà per un’altra
occasione).
L’opportunità di immortalare una speciale serata di un breve
tour americano, scaturito proprio dal riconoscimento anche
internazionale ricevuto dal disco, pare troppo ghiotta.
Soprattutto perché Andrea ha avuto modo di ritrovare alcuni
collaboratori dei suoi precedenti dischi, primo fra tutti
il produttore Rick Del Castillo, che già aveva collaborato
a Horse Latitudes, anche mettendo a disposizione
i propri studi di registrazione in Texas, ma anche la cantautrice
Patricia Vonne (sorella del regista Robert Rodriguez),
che già aveva duettato con Van Cleef nel suo album Tropic
From Nowhere.
L’esibizione è avvenuta negli stessi studi di Del Castillo,
gli Smilin’ Castle Studio di Kyle, e ha coinvolto qualche
session man reclutato in loco come Mike Zeoli (batterista
dei Chingòn, in cui suona lo stesso Rodriquez), Stefano
Intelisano (fisarmonicista già incontrato nei dischi di
David Grissom e Fabrizio Poggi), e il chitarrista Matthew
Smith, che affianca Simone Grazioli, suo abituale collaboratore.
Il disco ha quindi il clima da esibizione da piccolo club,
con un evidente dialogo intimo ed emotivo tra musicisti
e pubblico in sala, e soprattutto finisce per essere quasi
una raccolta di versioni acustiche (quasi un “Unplugged”
di altri tempi quindi) delle canzoni migliori dei suoi album.
The Day You Tried To Kill Me ad esempio viene dal
lontano, Sundog del 2012, mentre da Tropic
of Nowhere del 2018 si ripescano Wrong
Side of a Gun, già in origine cantata con Patricia
Vonne, e Friday, e da Safari
Station del 2021 arriva You
Can’t Hide Your Love Away. Per il resto è la
scaletta presa da Horse Latitudes a comporre il grosso
dello show, che si chiude però con un brano che potremmo
anche prendere a simbolo di stile e ispirazione di Van Cleef
come il classico Big River di Johnny Cash. L’esibizione
è ispirata e ben registrata, e sicuramente valeva la pena
pubblicarla, visto che suonare in un bel posto, con il pubblico
giusto, e soprattutto con un bel suono da poter registrare,
pare essere diventato un lusso per troppi artisti indipendenti.